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21. La Conferenza Mondiale sui Diritti Umani saluta la recente ratifica della Convenzione sui Diritti dell'Infanzia da parte di un grande numero di Stati e, sottolineando il riconoscimento dei diritti umani dei fanciulli contenuto nella Dichiarazione Mondiale sulla Sopravvivenza, Protezione e Sviluppo dei Bambini e nel Piano D'azione del Summit Mondiale sull'Infanzia, sollecita l'universale ratifica della Convenzione entro il 1995 e la sua effettiva attuazione da parte degli Stati attraverso l'adozione di tutte le misure legislative, amministrative, ecc. necessarie e la destinazione delle maggiori risorse disponibili. In tutte le azioni riguardanti i bambini, la massima attenzione dovrebbe essere prestata alla non discriminazione e l'interesse prioritario dei bambini, le cui opinioni dovrebbero essere tenute nel dovuto conto. I meccanismi e i programmi nazionali e internazionali dovrebbero essere rafforzati per la difesa e la protezione dei bambini, in particolare: delle bambine, dei bambini abbandonati, dei bambini di strada, dei bambini sfruttati economicamente e sessualmente (anche attraverso la pornografia infantile, la prostituzione, la vendita di organi), dei bambini vittime di malattie quali l'Aids, dei bambini rifugiati e profughi, dei bambini in carcere, dei bambini coinvolti nei conflitti armati, nonché dei bambini vittime della fame e della siccità o di altre emergenze.
La solidarietà e la cooperazione internazionale dovrebbero essere promosse per sostenere la piena attuazione della Convenzione e i diritti dei bambini dovrebbero essere prioritari nell'ambito del sistema delle Nazioni Unite per i diritti umani.
La Conferenza Mondiale sui Diritti Umani sottolinea inoltre che i bambini e le bambine, per lo sviluppo completo e armonioso della loro personalità, dovrebbero crescere nell'ambiente della loro famiglia, che necessita di conseguenza della più ampia protezione.
22. Un'attenzione speciale deve essere prestata alle persone disabili, al fine di assicurare loro la non discriminazione e l'eguale godimento di tutti i diritti umani e della libertà fondamentali, inclusa l'attiva partecipazione in tutti gli aspetti della vita sociale.
23. La Conferenza Mondiale sui Diritti Umani riafferma che ognuno, senza alcuna distinzione, ha il diritto di cercare protezione e godere del diritto di asilo in altri paesi in caso di persecuzione, così come di tornare al proprio paese.
Riguardo a ciò essa sottolinea l'importanza della Dichiarazione Universale dei Diritti Umani, della Convezione riguardante lo Status di Rifugiato del 1951, del suo Protocollo del 1967 e degli strumenti regionali. Essa esprime il proprio apprezzamento agli Stati che continuano ad ammettere e ad ospitare un grande numero di rifugiati nei propri territori, e all'Ufficio delle Nazioni Unite dell'Alto Commissario per i Rifugiati per la sua dedizione a questo compito. Esprime inoltre il suo apprezzamento all'Agenzia delle Nazioni Unite di Soccorso e Lavori per i Rifugiati Palestinesi nel Vicino Oriente.
La Conferenza Mondiale sui Diritti Umani riconosce che le gravi violazioni dei diritti umani, incluse quelle nei conflitti armati, sono tra i molti e complessi fattori che portano allo spostamento delle popolazioni.
La Conferenza Mondiale sui Diritti Umani riconosce che, in considerazione della complessità della crisi globale dei rifugiati e in accordo con la Carta delle Nazioni Unite, sono necessari, da parte della comunità internazionale, strumenti internazionali in materia, la solidarietà internazionale e, in spirito di condivisione, un approccio globale al problema, attraverso i l coordinamento e cooperazione con i paesi interessati e le organizzazioni pertinenti, in particolare l'Alto Commissariato delle Nazioni Unite per i rifugiati. Tutto ciò dovrebbe comprendere lo sviluppo di strategie per aggredire alla radice le cause e gli effetti dei movimenti di rifugiati e degli altri profughi e il rafforzamento delle strutture e i meccanismi di emergenza e di risposta, la previsione di forme effettive di protezione e assistenza, facendo attenzione ai bisogni specifici di donne e bambini e alla necessità di realizzare soluzioni durature, in particolare attraverso lo strumento preferenziale del rimpatrio volontario, con salvaguardia della dignità e della incolumità delle persone, e comprendendo soluzioni simili a quelle adottate dalle Conferenze internazionali sui rifugiati. La Conferenza Mondiale sui Diritti Umani sottolinea le responsabilità degli Stati, in particolare di quelli da cui provengono i rifugiati.
Alla luce di un approccio globale, la Conferenza Mondiale sui Diritti Umani sottolinea l'importanza di porre una speciale attenzione, anche attraverso le organizzazioni intergovernative e umanitarie, al fine di trovare durevoli soluzioni ai problemi riguardanti i profughi interni, incluso il loro volontario e sicuro ritorno e la loro riabilitazione.
In accordo con la Carta delle Nazioni Unite e con i principi del diritto umanitario, ulteriormente sottolinea l'importanza e il bisogno di un'assistenza umanitaria alle vittime di tutti i disastri naturali, incluso quelli prodotti dagli uomini.
24. Grande importanza deve essere data alla promozione e alla protezione dei diritti umani delle persone appartenenti ai gruppi che sono stati resi vulnerabili, incluso i lavoratori migranti, con l'eliminazione di ogni forma di discriminazione contro di loro, il rafforzamento e la più effettiva applicazione degli strumenti esistenti per i diritti umani. Gli Stati hanno l'obbligo di creare e mantenere adeguate misure a livello nazionale in particolare nel campo dell'istruzione, della salute e dell'assistenza sociale per la promozione e la protezione dei diritti delle persone appartenenti ai settori vulnerabili delle popolazioni e di assicurare la partecipazione di coloro che sono interessati a trovare una soluzione ai loro problemi.
25. La Conferenza Mondiale sui Diritti Umani afferma che l'estrema povertà e l'esclusione sociale costituiscono una violazione alla dignità umana e che sono necessari urgenti provvedimenti per acquisire una migliore conoscenza dell'estrema povertà e delle sue cause, incluse quelle relative ai problemi dello sviluppo, così da promuovere i diritti umani dei più poveri, mettere fine all'estrema povertà e all'esclusione sociale e favorire il godimento dei benefici del progresso sociale. È essenziale per gli Stati incoraggiare la partecipazione degli individui più poveri nel processo di formazione delle decisioni da parte della comunità in cui essi vivono, la promozione dei diritti umani e gli sforzi per combattere l'estrema povertà.
26. La Conferenza Mondiale sui Diritti Umani dà il benvenuto ai progressi fatti nella codificazione degli strumenti per i diritti umani, che sostituisce un processo dinamico e in evoluzione, e sollecita la universale ratifica dei trattati sui diritti umani. Tutti gli Stati sono incoraggiati ad accedere a questi strumenti internazionali; tutti gli Stati sono incoraggiati ad evitare, per quanto possibile, di ricorrere alle riserve ai trattati.
27. Ogni Stato dovrebbe prevedere un effettivo quadro di mezzi per riparare ai danni o alle violazioni ai diritti umani. L'amministrazione della giustizia, incluso il momento dell'esecuzione giudiziaria e del processo, e specialmente l'indipendenza delle professioni legali e giudiziarie, in piena conformità con gli standard applicabili contenuti negli strumenti riguardanti i diritti umani, sono essenziali per una piena e n o n discriminatoria realizzazione dei diritti umani, nonché indispensabili ai processi di democratizzazione e di sviluppo sostenibile. In questo contesto, le istituzioni preposte all'amministrazione della giustizia dovrebbero essere finanziate in maniera appropriata e dovrebbe essere fornito dalla comunità internazionale un più alto livello di assistenza tecnica e finanziaria. Spetta alle Nazioni Unite utilizzare speciali programmi dei servizi consultivi quale strumento prioritario per il raggiungimento dell'obiettivo di un forte e indipendente apparato di amministrazione della giustizia.
28. La Conferenza Mondiale sui Diritti Umani esprime la sua costernazione di fronte alle massicce violazioni dei diritti umani, particolarmente nella forma del genocidio, della "pulizia etnica" e dello stupro sistematico di donne in situazioni di guerra, con i conseguenti esodi in massa di rifugiati e profughi. Nel condannare fortemente tali aberranti pratiche, essa rinnova l'appello affinché il perpetrarsi di tali crimini sia punito e tali pratiche immediatamente siano fatte cessare.
29. La Conferenza Mondiale sui Diritti Umani esprime grave preoccupazione circa le continue violazioni dei diritti umani in tutte le parti del mondo, in disprezzo delle norme contenute negli strumenti del diritto internazionale dei diritti umani e nel diritto internazionale umanitario, ed esprime altresì grave preoccupazione per la mancanza di sufficienti ed efficaci rimedi per le vittime.
La Conferenza Mondiale sui Diritti Umani è profondamente preoccupata per le violazioni dei diritti umani commesse durante i conflitti armati e che colpiscono le popolazioni civili, specialmente donne, bambini, anziani e disabili. La Conferenza, dunque, richiama gli Stati e tutte le parti dei conflitti armati ad osservare rigorosamente il diritto internazionale umanitario, come espresse nelle Convenzioni di Ginevra del 1949 e le altre norme e principi del diritto internazionale, così come gli standard minimi per la protezione dei diritti umani, fissati nelle convenzioni internazionali.
La Conferenza Mondiale sui Diritti Umani riafferma il diritto delle vittime ad essere assistite dalle organizzazioni umanitarie, come previsto nelle Convenzioni di Ginevra del 1949 e in altri strumenti rilevanti del diritto internazionale umanitario, e auspica il sicuro e tempestivo accesso a tale assistenza.
30. La Conferenza Mondiale sui Diritti Umani esprime anche la propria costernazione e condanna per il fatto che gravi e sistematiche violazioni e situazioni che costituiscono serio ostacolo al pieno godimento di tutti i diritti umani continuano a verificarsi in diverse parti del mondo. Tali violazioni ed ostacoli includono la tortura e i trattamenti o le punizioni crudeli, disumani e degradanti, le esecuzioni sommarie ed arbitrarie, le sparizioni, le detenzioni arbitrarie, tutte le forme di razzismo, discriminazione razziale ed apartheid, di occupazione e dominazione straniera, di xenofobia, povertà, fame e altre forme di negazione dei diritti economici, sociali e culturali, di intolleranza religiosa, di terrorismo, di discriminazione contro le donne e di mancanza delle garanzie dello stato di diritto.
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