I diritti delle Donne: una responsabilità di tutti

MESSAGGIO DELL'ALTO COMMISSARIO DELLE NAZIONI UNITE PER I DIRITTI UMANI - MARY ROBINSON

La Dichiarazione Universale dei Diritti Umani è il primo punto fermo dei cinquant'anni di impegno della comunità internazionale per una qualità della vita veramente umana per tutti gli individui. Le parole di apertura del Preambolo della Dichiarazione rappresentano la base morale di quest'impegno: "il riconoscimento della dignità inerente a tutti i membri della famiglia umana, e dei loro diritti, uguali ed inalienabili, costituisce il fondamento della libertà, della giustizia e della pace nel mondo. "La celebrazione del 50° Anniversario è un'opportunità per tornare a unire le forze (come avvenne mezzo secolo fa, con l'adozione della Dichiarazione Universale), con l 'obiettivo di delineare un percorso chiaro nella direzione di un effettivo progresso di quei diritti fondamentali che la Dichiarazione considera un "ideale comune da raggiungersi da tuffi i popoli e da tutte le Nazioni".

Per raggiungere gli obiettivi stabiliti nella Dichiarazione Universale, dobbiamo dimostrare la volontà comune di far progredire tutti i diritti umani, nel pieno riconoscimento della loro interdipendenza e indivisibilità. Dovremo fare uno sforzo particolare per assicurarci che il nostro approccio - a livello locale, nazionale, regionale e multilaterale - serva veramente a rafforzare i diritti umani. E dobbiamo trovare nuovi modi per dare forza a chi vede i suoi diritti negati: un compito innegabilmente arduo. Non è difficile trovare esempi in tutto il mondo della lunga strada ancora da percorrere affinché lo spirito della Dichiarazione Universale venga riflesso nelle vite di tutti gli individui. D'altra parte, i risultati ottenuti negli ultimi cinquant'anni sono indicatori potenti della produttività del lavoro comune, in uno spirito di rispetto e responsabilità reciproci.

La Conferenza Mondiale sui Diritti Umani delle Nazioni Unite, svoltasi a Vienna nel 1993, ha posto le premesse per un impegno comune, e ha assicurato che il 1998 sarà non solo un'occasione di celebrazione, ma anche il momento di un esame rigoroso dei progressi compiuti. In seguito, la Conferenza di Pechino ha posto l'accento sul fatto che i diritti delle donne sono diritti umani. La valutazione quinquennale della Dichiarazione e del Programma d'Azione di Vienna fornisce una pietra di paragone per esaminare lo stato di attuazione dell' obiettivo della ratifica universale dei trattati e di altri impegni ad essi connessi. Quest'esame permetterà di delineare con chiarezza qual è la situazione attuale nel campo della promozione e della tutela dei diritti umani in tutto il mondo e servirà da programma di ciò che deve ancora essere fatto.

Nel mio ruolo di Alto Commissario per i Diritti Umani delle Nazioni Unite, mi è stato chiesto di guidare questo processo Vorrei pertanto appellarmi a tutti i Governi, le agenzie e i programmi del sistema ONU, le organizzazioni intergovernative e le ONG, il settore privato e i gruppi di volontariato, gli ambienti accademici e i mass media, affinché diano forma ad una Partnership Globale per i Diritti Umani e rafforzino nuove forme di solidarietà per la promozione e la tutela dei diritti umani durante il 1998 e negli anni a venire.

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