LAVORO MINORILE: LA RISPOSTA DELL'OIL

Il lavoro minorile oggi: fatti e dati

Il lavoro minorile rappresenta una delle violazioni più gravi dei diritti dell'infanzia oggi in atto nel mondo. Tali diritti sono definiti con chiarezza nelle Convenzioni della Organizzazione Internazionale del Lavoro (OIL) in materia lavoro minorile, nella Convenzione ONU sui Diritti dell'Infanzia e nella Dichiarazione Universale dei Diritti Umani. Oggi nessuna regione del mondo è interamente libera dal lavoro minorile; esso esiste sia nei paesi in via di sviluppo che nelle nazioni industrializzate. Dalle ultime stime OIL i bambini lavoratori in tutto il mondo risultano essere 250 milioni, di età fra i 5 e i 14 anni; almeno 120 milioni di loro lavorano a tempo pieno. Almeno un terzo del totale è impiegato in lavori pericolosi.

Proposta di una nuova convenzione sulle forme più estreme di lavoro minorile

Nel 1996, l'OIL ha avuto un ruolo trainante nella campagna globale a favore di un'azione prioritaria contro le forme più estreme di lavoro minorile, con la pubblicazione del rapporto OIL su: Lavoro minorile. prima di tutto eliminare I'intollerabile. Le reazioni sono state molto positive. Nuovi standard internazionali su questo tema, nella forma di una proposta di Convenzione e di Raccomandazione, verranno discussi per la prima volta nella sessione 1998 della Conferenza Internazionale dell'OIL, nella prospettiva di una loro adozione nel 1999. È stata elaborata una bozza di conclusioni, sulla base delle risposte di governi e organizzazioni imprenditoriali e dei lavoratori ad un questionario OIL.

La bozza di conclusioni proposta prende in considerazione l'eliminazione immediata delle seguenti forme estreme di lavoro minorile:

  • tutte le forme di schiavitù o pratiche simili alla schiavitù, quali la vendita e la tratta di bambini, il lavoro forzato o obbligato, la schiavitù per debito e lo stato di asservimento;

  • l'utilizzo, impegno o offerta di un bambino/a in attività illegali, ai fini di prostituzione, produzione di pornografia o spettacoli pornografici;

  • qualsiasi altro tipo di lavoro o attività che, per la sua natura o per le circostanze in cui viene effettuata, è probabile metta in pericolo la salute la sicurezza o la moralità dei bambini, che pertanto non dovrebbero essere utilizzati o ingaggiati per questo tipo di attività in nessun caso.

Vengono inoltre prese in esame la proibizione del lavoro per i bambini molto piccoli e misure speciali di tutela per le bambine.

Si prevede che la Convenzione e la Raccomandazione proposte, se verranno adottate, rappresenteranno un rafforzamento degli istituti giuridici internazionali già esistenti che si occupano di diritti dell'infanzia, fissando priorità chiare per l'azione nazionale e internazionale. I nuovi standard, pertanto, sono pensati come complementari e rafforzativi dell'impianto normativo delle Convenzioni OIL in materia, quale la Convenzione sui limiti minimi di età del 1973 (n.138), che è una delle Convenzioni OIL fondamentali ed uno strumento chiave di una strategia coerente contro il lavoro minorile a livello nazionale.

L'OIL auspica che questi nuovi standard promuovano passi in avanti dinamici nella campagna globale contro il lavoro minorile e che la loro applicazione pratica porti una nuova prospettiva di libertà per milioni di bambini in situazioni di rischio estremo.

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