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ACNUR - ALTO COMMISSARIATO DELLE NAZIONI UNITE PER I RIFUGIATI
I diritti umani e i rifugiati non sono temi separati. Le violazioni dei diritti umani che avvengono oggi creano i movimenti di profughi di domani. Mentre la maggior parte degli attuali trasferimenti di popolazioni avvengono nel contesto di conflitti armati, le cause immediate della fuga quasi invariabilmente si trovano in violazioni dei diritti umani accadute o che si prevede accadranno. Più della meta - attualmente il 52% in tutto - dei 22,7 milioni di rifugiati e "altre persone di competenza" dell'ACNUR (UNHCR) in tutto il mondo sono bambini e adolescenti di età inferiore ai 18 anni. In alcune situazioni questa percentuale sale al 66% dei profughi in questione. Questi massicci sradicamenti dalla propria terra sono caratteristici delle situazioni post-guerra fredda di crollo o fallimento degli stati, guerra civile, conflitti etnici, massicce violazioni dei diritti umani e "guerra totale" combattuta strada per strada e villaggio per villaggio senza alcuna considerazione per i diritti umani fondamentali. In questo vuoto etico, i più giovani non sono più solo vittime accidentali ma, sempre di più obiettivi specifici da colpire, come parte di una strategia calcolata di eliminazione del "nemico di domani".
Il trasferimento in altre località a causa di un conflitto armato rappresenta una violazione di quasi tutti i diritti dell'infanzia - il diritto alla vita, alla salute, alla sopravvivenza e allo sviluppo, il diritto a crescere in una ambiente familiare ed essere nutrito e protetto, il diritto ad un'identità e a una nazionalità reale, il diritto all'istruzione e ad avere prospettive per il futuro. Molti degli odierni conflitti durano per l'intero arco dell'infanzia, così che dalla nascita alla vita adulta lo sradicamento e il conflitto armato sono l'unica realtà nota per milioni di bambini e di adolescenti. Proprio nessun aspetto della vita di una bambino o di una bambina è risparmiato dagli effetti dell'essere divenuto un rifugiato. Prima e durante la fuga, bambine e bambini sono le vittime principali di molti pericoli fisici, quali le mine anti-persona, i bombardamenti e i cecchini. Fisicamente meno in grado degli adulti di sopravvivere alla malattia, alla malnutrizione e alla privazione dei beni primari, i bambini più piccoli sono i primi a morire quando le risorse sono scarse. Nel caos del conflitto, della fuga e dello sradicamento, i bambini corrono fortissimi rischi di essere separati dalle loro famiglie - un trauma potenzialmente più devastante dello stesso sradicamento. I minori separati (o non accompagnati) sono i più vulnerabili di tutti i giovani rifugiati. Le bambine in particolare sono a rischio di subire violenza sessuale, sfruttamento e abusi, perpetrati non solo da coloro da cui fuggono, ma anche dai loro "salvatori", quali i capi dei campi profughi e i caschi blu. I ragazzi corrono il rischio di un reclutamento precoce, in quanto sono disponibili ed è più facile nei loro confronti usare la costrizione, le intimidazioni, o la persuasione ad unirsi a forze o gruppi armati. In questo modo essi divengono tanto vittime che autori di violenza, e presentano difficoltà gravi al momento della smobilitazione e reinserimento nelle famiglie e nelle comunità. L'istruzione probabilmente già minacciata dalle circostanze che hanno costretto la popolazione a fuggire, può interrompersi completamente, in particolare nel caso degli adolescenti e delle bambine. In alcuni paesi ai figli dei rifugiati può essere negata l'iscrizione all'anagrafe e la nazionalità dello stato di asilo, ed essi divengono così degli apolidi. I minori possono anche incontrare difficoltà in più nell'ottenere lo status giuridico di rifugiato.
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