ENTRATA IN VIGORE DEL PROTOCOLLO FACOLTATIVO ALLA CONVENZIONE SUI DIRITTI DEL FANCIULLO, SUL COINVOLGIMENTO DEI BAMBINI NEI CONFLITTI ARMATI

12 FEBBRAIO 2002

 

UNA PIETRA MILIARE NELLA DIFESA DEI BAMBINI

L’entrata in vigore del nuovo strumento di diritto internazionale sulla proibizione  dell’uso dei bambini soldato è stata acclamata oggi come pietra miliare dai due alti funzionari delle Nazioni Unite sui diritti del fanciullo – Olara Otunnu, Rappresentante Speciale del Segretario Generale Kofi Annan sul Coinvolgimento dei Bambini nei  Conflitti Armati, e Carol Bellamy, Direttore Esecutivo del Fondo delle Nazioni Unite per l’Infanzia (UNICEF).

Il Protocollo Facoltativo alla Convenzione sui Diritti del Fanciullo sul Coinvolgimento dei Bambini nei Conflitti Armati, che oggi è entrata in vigore, proibisce agli Stati contraenti di utilizzare i bambini al di sotto dei 18 anni in combattimento e di arruolare nelle forze armate bambini al di sotto dei 16 anni.

“Questo costituisce una nuova ed importante conquista nella protezione dei bambini nelle situazioni di conflitto”, ha affermato Olara Otunnu  in occasione della conferenza stampa tenutasi  presso le Nazioni Unite, a New York. “Ci offre l’opportunità di monitorare e riferire con maggior efficienza circa il comportamento delle parti in conflitto relativamente all’arruolamento e all’uso dei bambini nei conflitti”.

Otunnu ha fatto appello a tutti gli Stati di usare la loro influenza per mettere fine  all’arruolamento e all’uso dei bambini in guerra. “Dobbiamo utilizzare tutti gli strumenti disponibili per segnalare, umiliare, isolare e negare ogni legittimità”, ha ribadito Ottunu.

Secondo stime delle Nazioni Unite, più di 300.000, tra ragazzi e ragazze, combattono per forze governative o gruppi ribelli in più di 30 conflitti armati nel mondo. Molto spesso, portati via dalle loro case, scuole o dai campi per i rifugiati e forzati a combattere, questi ragazzi vengono picchiati o uccisi se tentano di scappare. Le ragazze sono le più vulnerabili, perché spesso soggette a sfruttamento sessuale.

“La ratifica universale e l’attuazione del Protocollo Facoltativo dovrebbe costituire una pressante priorità per la comunità internazionale,” ha affermato il Direttore Esecutivo dell’UNICEF, Carol Bellamy.  I bambini, ha detto, appartengono alle famiglie ad al mondo della scuola. “Questo è il loro diritto,” ha aggiunto,  “E’ nostra responsabilità assicurare che siano protetti dagli orrori della guerra”.

Da parte sua, l’Alto Commissario delle Nazioni Unite per i Diritti Umani, Mary Robinson, si è rivolta agli Stati perché non si limitino a ratificare il trattato, ma avanzino dichiarazioni vincolanti per fermare ogni forma di arruolamento e partecipazione dei bambini al di sotto dei 18 anni.

“Stiamo esortando tutti i governi e gruppi armati a porre fine all’arruolamento di bambini al di sotto dei 18 anni ed a rilasciare e riabilitare quei bambini già in servizio”, ha affermato nel suo discorso Mary Robinson. “Non possiamo più giustificare l’utilizzo dei bambini in guerra”.

Adottato dall’Assemblea Generale nel maggio del 2000, il Protocollo Facoltativo è stato firmato, ad oggi, da 96 paesi. I paesi che hanno ratificato sono 14: Canada, Bangladesh, Sri Lanka, Andorra, Panama, Islanda, Vietnam, Repubblica Democratica del Congo, Nuova Zelanda, Monaco, Kenya, Repubblica Ceca e Romania, e Santa Sede.