1. Introduzione
La tutela e la protezione dell'infanzia sono, da sempre, obiettivi fondamentali dell'azione delle Nazioni Unite e dei suoi organismi. L'UNICEF, l'UNESCO, la Commissione per i Diritti Umani condividono con i Governi e con numerose organizzazioni della società civile una convinzione: il bambino deve essere protetto e tutelato contro qualsiasi abuso e attentato alla propria integrità fisica e morale.
I dispositivi approntati nel corso degli anni per garantire i diritti dell'infanzia, dalla Convenzione Internazionale sui Diritti dell'Infanzia(1) del 1989 ai Protocolli Facoltativi della Convenzione sui Diritti dell'Infanzia riguardanti il Coinvolgimento dei Fanciulli nei Conflitti Armati e il Traffico di Bambini, la Prostituzione Infantile e la Pornografia Infantile(2) del 2000, devono affrontare la sfida rappresentata dalle nuove tecnologie: infatti, esse collaborano involontariamente al perpetramento di reati contro i minori.
(1) Convenzione Internazionale sui Diritti dell'Infanzia ("Convention on the Rights of the Child"), adottata con risoluzione 44/25 dell'Assemblea Generale il 20 novembre 1989. L'Articolo 34 recita: "Gli Stati Parte si impegnano a proteggere l'infanzia da tutte le forme di sfruttamento sessuale e di abuso sessuale. A questo scopo, gli Stati Parte dovranno in particolare adottare tutte le misure nazionali, bilaterali e multilaterali per prevenire: l'induzione o la coercizione di un minore a partecipare a qualsiasi attività sessuale illegale; lo sfruttamento della prostituzione minorile o di minori costretti ad altre pratiche sessuali illegali; lo sfruttamento di minori in prestazioni pornografiche e per la produzione di materiale pornografico. Il testo è consultabile sul sito: www.onuitalia.it/diritti/indinf.html.
(2) Protocollo Facoltativo della Convenzione sui Diritti dell'Infanzia riguardanti il Coinvolgimento dei Fanciulli nei Conflitti Armati e il Traffico di Bambini, la Prostituzione Infantile e la Pornografia Infantile. ("Optional Protocol to the Convention on the Rights of the Child on the sale of children, child prostitution and child pornography"), adottato con Risoluzione dell'Assemblea Generale A/RES/54/263 del 25 maggio 2000. Adottato dall'Assemblea Generale nel maggio del 2000, il Protocollo Facoltativo è stato firmato, ad oggi, da 96 paesi. I paesi che hanno ratificato sono 14: Canada, Bangladesh, Sri Lanka, Andorra, Panama, Islanda, Vietnam, Repubblica Democratica del Congo, Nuova Zelanda, Monaco, Kenya, Repubblica Ceca e Romania, e Santa Sede.
Internet è diventato il medium più utilizzato per diffondere pornografia infantile, per vendere ed acquistare immagini rappresentanti uno dei più terribili abusi che possono commettersi ai danni di un minore. La rete fornisce un supporto formidabile: siti, newsgroups, chat rooms offrono la possibilità di diffondere materiale pornografico infantile in tutta sicurezza e in completo anonimato.
Internet è caratterizzato dal superamento delle barriere fisiche e temporali alla comunicazione; è un'entità de-centralizzata senza un'autorità unica che la governi e che regolamenti il traffico ed il contenuto delle informazioni.
Per questo motivo, la lotta alla diffusione della pornografia infantile sulla rete non avrà successo fino a quando i Governi la combatteranno esclusivamente nell'ambito dei propri confini e con la forza delle singole giurisdizioni nazionali. Allo stesso modo, i fornitori di servizi Internet non possono da soli assumere la responsabilità di controllare ed eliminare siti dal contenuto illegale.
La cooperazione internazionale è la parola d'ordine sia per i Governi affinché la stabiliscano tra loro, che per tutti gli attori, pubblici e privati, impegnati a rendere Internet un'opportunità per l'individuo di sviluppare pienamente la propria personalità.
2. Sconfiggere il mostro che si annida nella rete: la lotta internazionale alla diffusione della pornografia infantile su Internet.
La pornografia infantile porta con sé orrore senza fine: ad ogni foto scattata, ad ogni immagine diffusa e riprodotta tanto dai media tradizionali quanto da Internet corrisponde la sofferenza concreta di un bambino che subisce un abuso.
Internet collega operatori del turismo sessuale in tutto il mondo, è un canale preferenziale per la diffusione della pornografia infantile e per il rafforzamento dei legami della comunità pedofila.
Come tutte le comunità virtuali presenti in Internet, anche questa è caratterizzata da un forte senso di appartenenza, dalla condivisione di una "passione", dall'abbattimento virtuale delle barriere alla comunicazione.
La Rete ospita numerosi gruppi di discussione di pedofili, che studiano, analizzano, normalizzano come se si trattasse di un'inclinazione sessuale innocua l'interesse sessuale di adulti nei confronti di bambini.
Homaya Sellier, presidente dell'organizzazione "World Citizen's Movement to Protect Innocence in Danger", in occasione dell'incontro organizzato a Vienna nel settembre 1999 dall'ASEM(3) dal titolo "Combattere la Pornografia Infantile su Internet", sosteneva fermamente che "una tale filosofia è malata e diametralmente contraria a tutti i valori umani ed etici che noi abbiamo a cuore. È perversione pura e semplice, e purtroppo si trova facilmente a disposizione su Internet come il pane dal fornaio"(4).
(3) L'ASEM (Asia-Europe Child Welfare Initiative Resource Centre) nasce a Londra nell'Ottobre 1998 in seguito ad un'iniziativa congiunta britannica e filippina per la promozione della cooperazione internazionale a favore dell'infanzia.
(4) Homayra Sellier, "Innocence in Danger", "Combating Child Pornography On The Internet", Vienna, 29 September - 1 October 1999 (www.asem.org/documents/99confvienna/docu.asp). Il Movimento "Innocence in Danger" è composto da cittadini e specialisti della sicurezza dell'infanzia sulla Rete, si è occupata di organizzare campagne di sensibilizzazione in previsione del decimo anniversario della Convenzione delle Nazioni Unite sui Diritti dell'Infanzia.
Il futuro della società civile è a rischio se un bambino corre anche solo il pericolo di essere abusato e sfruttato sessualmente: per questo non si può assumere un atteggiamento accomodante riguardo al fenomeno della diffusione su Internet della pornografia infantile. Essa non è un fenomeno nuovo ma sta acquistando dimensioni enormi avvalendosi di apparecchiature quali computer e videocamere sempre più sofisticati e, purtroppo, sempre più accessibili economicamente. In breve tempo, Internet è divenuto il principale mezzo per scambiare materiale pornografico.
La tecnologia trasforma il mondo, l'economia, la politica, la società civile. Una delle trasformazioni più impressionanti riguarda la velocità: pochi attimi sono sufficienti perché qualsiasi tipo di transazione abbia luogo e perché informazioni siano scambiate da un lato all'altro del globo. Le barriere spaziali, i confini geografici di colpo non rappresentano più ostacoli alla comunicazione(5).
(5) Agnès Fournier de Saint Maur, The Sexual Abuse Of Children Via The Internet: A New Challenge For Interpol", "Sexual Abuse of Children, Child Pornography and Paedophilia on the Internet:An international challenge" - Expert Meeting, UNESCO, Parigi, 18-19 gennaio 1999. (www.unesco.org/webworld/child_screen/agenda.html).
Internet dunque è un
medium che ignora, cancellandoli, i confini nazionali. Agnès Fournier de Saint Maur, capo della Sezione sul Traffico di Esseri Umani dell'INTERPOL, nel suo intervento all'Incontro di Esperti Internazionali organizzato dall'UNESCO a Parigi nel gennaio del 1999 ha sottolineato che "Internet esclude qualsiasi analogia con gli altri media esistenti o con gli altri mezzi tradizionali di comunicazione".
Nel gennaio 1999, in occasione del decimo anniversario dell'adozione della Convenzione sui Diritti dell'Infanzia, l'allora Direttore Generale dell'UNESCO, Federico Mayor ha convocato a Parigi un Incontro di Esperti per studiare il fenomeno e definire strategie per combattere lo sfruttamento della pornografia infantile su Internet.
Il meeting dal titolo "Abuso Sessuale di Minori, Pornografia Infantile e Pedofilia in Internet: Una Sfida Internazionale", ha radunato a Parigi 300 esperti e rappresentanti di organizzazioni nazionali e internazionali ed ha adottato una Dichiarazione ed un Piano d'Azione per combattere la pedofilia su Internet. Nel testo di questa Dichiarazione si legge: "La lotta contro la pedofilia e la pornografia infantile sulla rete richiede una coalizione di forze che comprenda l'infanzia stessa, l'industria informatica, la classe politica, gli educatori ed i genitori per assicurare che gli utenti della rete siano consapevoli dei potenziali pericoli ed abbiano a disposizione gli strumenti necessari per combatterli"(6).
(6) Dichiarazione Finale adottata dall'Incontro di Esperti, "Sexual Abuse of Children, Child Pornography and Paedophilia on the Internet: an International Challenge" Parigi, 18-19 gennaio 1999. (www.unesco.org/webworld/child_screen/agenda.html).
La Convenzione sui Diritti dell'Infanzia(7) del 1989 già riconosceva il diritto del fanciullo al rispetto ed all'identità della persona. L'Articolo 34 della Convenzione richiede la tutela dell'infanzia; gli Stati Parte si impegnano a proteggere i minori da qualsiasi forma di sfruttamento e abuso sessuale, ed a prendere tutte le misure necessarie affinché essi non siano costretti a prostituirsi o a sottostare ad abusi sessuali.
(7)Il testo è consultabile sul sito: http://www.runic-europe.org/italian/diritti/indinf.html.
L'87sima sessione della Conferenza Internazionale sul Lavoro ha adottato nel giugno 1999 la "Convenzione contro le Forme Peggiori di Lavoro Minorile"(8).
(8) Convenzione C182 sulle Forme Peggiori di Lavoro Minorile ("Worst Forms of Child Labour Recommendation 190). (www.ilo.org/public/english/standards/ipec/index.htm).
L'articolo 3 della Convenzione recita:
"Per gli scopi di questa Convenzione, l'espressione "peggiori forme di lavoro minorile" comprende:
(a) tutte le forme di schiavitù o le pratiche simili alla schiavitù, quali la vendita ed il traffico di minori, la schiavitù del debito, e la riduzione in condizioni di servitù, il reclutamento forzato o coatto di minori per coinvolgerli in un conflitto armato;
(b) l'uso, l'adescamento o l'offerta di un minore per prostituzione, per la produzione di pornografia o per prestazioni pornografiche"(9)
(9) C182, (www.ilo.org/public/english/standards/ipec/index.htm).
La Raccomandazione numero 190 del 17 giugno 1999(10), allegata alla Convenzione auspica la criminalizzazione dell'impiego di un minore per la produzione di materiale pornografico, con la conseguente applicazione di sanzioni penali contro coloro giudicati colpevoli di tale reato(11).
(10) Raccomandazione C190 approvata il 17 giugno 1999 ("Worst Forms of Child Labour Recommendation 190"). (www.ilo.org/public/english/standards/ipec/index.htm).
(11) Il Comitato di Esperti Indipendenti dell'ILO nel corso della Conferenza Internazionale del Lavoro del 1997 si è espresso a favore dell'adozione di misure concrete contro prostituzione e pornografia infantile, per "assicurare la punizione di coloro che pubblicizzano o promuovono tali attività, qualunque siano i mezzi tecnologici usati a tale scopo, o nel caso che essi operino o si rechino in un altro Paese per svolgere tali attività". Il richiamo ad una cooperazione internazionale per combattere la diffusione della pornografia infantile è forte; secondo il Comitato di Esperti: "lo sfruttamento dell'infanzia non è più responsabilità del solo Paese nel quale esso si verifica, è una responsabilità internazionale". Rapporto del Comitato di Esperti sull'Applicazione delle Convenzioni e Raccomandazioni della Conferenza Internazionale del Lavoro (85esima sessione, 1997, Rapporto Generale, paragrafi 74 e 75). (www.ilo.org/public/english/standards/ipec/index.htm).
Le nuove tecnologie e il loro impiego a fini dello sfruttamento dell'infanzia hanno allargato il numero di casi contemplati dall'Articolo 34 della Convenzione sui Diritti dell'Infanzia. Nel 2000 l'Assemblea Generale ha approvato il testo di un Protocollo Facoltativo della Convenzione sui Diritti dell'Infanzia riguardanti il Coinvolgimento dei Fanciulli nei Conflitti Armati e il Traffico di Bambini, la Prostituzione Infantile e la Pornografia Infantile(12). Il Protocollo è nato proprio dalla preoccupazione relativa alla diffusione su Internet di materiale pornografico infantile, ed ha espresso l'auspicio di una criminalizzazione a livello mondiale della produzione, della distribuzione, dell'esportazione, della trasmissione, dell'importazione, del possesso intenzionale e della pubblicità di materiale pornografico infantile.
(12) Il testo è consultabile sul sito: http://www.runic-europe.org/italian/diritti/indinf.html
Articoli del Protocollo degni di nota sono l'Articolo 6, dove è espresso un monito agli Stati perché approntino nuove misure di assistenza reciproca; l'articolo 9 che esorta gli Stati ad adottare misure di prevenzione e a proteggere l'infanzia a rischio.
3. Una complicità inconsapevole: il rapporto tra nuove tecnologie e crimini contro l'infanzia.
L'innovazione tecnologica è una realtà bifronte: gli stessi strumenti impiegati da alcuni a fini illeciti per ottenere maggiori e più facili profitti sono altrettanto necessari a chi li usa per svolgere onestamente il proprio lavoro. La produzione e la distribuzione di materiale pornografico avviene oggi quasi esclusivamente con l'ausilio delle nuove tecnologie e attraverso Internet. Homayra Sellier ha proposto alla platea di Vienna la seguente riflessione: "Immaginate cosa significhi ricevere personalmente pornografia infantile sullo schermo del vostro computer in pochi secondi, da qualsiasi parte del mondo, a disposizione vostra, del vostro coniuge, e dei vostri figli qualunque sia la loro età. Basta un "click" ed è lì"(13).
((13) Homayra Sellier, "Innocence in Danger", "Combating Child Pornography On The Internet", Vienna, 29 September - 1 October 1999 (www.asem.org/documents/99confvienna/docu.asp).
La caccia a coloro che abusano dei bambini deve essere condotta senza tregua. Qualsiasi attività criminale che si avvalga della rete può essere combattuta efficacemente attraverso la cooperazione internazionale delle forze dell'ordine(14). La cooperazione è necessaria tanto a livello delle autorità governative che tra queste e coloro che gestiscono il transito di informazioni sulla rete: fornitori di servizi Internet, gestori di singoli siti ed anche utenti coscienziosi.
(14) Una delle prime operazioni che ha visto la collaborazione delle forze dell'ordine internazionali nella lotta alla pornografia infantile è stata l'operazione CATHEDRAL. L'operazione CATHEDRAL ebbe inizio a San Josè, California nel 1996 allorquando le forze dell'ordine del posto scoprirono che alcuni pedofili riprendevano immagini di stupri di bambini per poi inviarli agli iscritti del loro sito. Tra questi figurava un cittadino britannico e per questo le autorità americane decisero di trasmettere i suoi dati ai colleghi inglesi. Questa operazione è stata la prima occasione di cooperazione tra le polizie di diverse nazioni con l'assistenza dell'INTERPOL. Agenti delle forze dell'ordine di 12 Paesi hanno lavorato insieme dal 1998 per catalogare ed usare nella loro attività il materiale sequestrato durante gli arresti compiuti in seguito alle indagini. Questi alcuni dei dati: nel Regno Unito, furono sequestrate circa 250.000 immagini; negli Stati Uniti, il sequestro più voluminoso riguardò un individuo in possesso di 75.000 immagini, mentre l'ammontare complessivo dei sequestri è stato di 500.000 immagini e di più di 120 video coinvolgenti pornografia infantile.
Come sostenuto dalla Fournier: "È del tutto inaccettabile che i bambini debbano essere trattati come oggetti sessuali, come beni di consumo destinati a soddisfare gli impulsi sessuali di una minoranza, o come articoli da vendere per trarne profitto"(15).
Questa affermazione è ancora più vera dopo l'avvento di Internet, perché "sembra che non ci siano limiti agli orrori commessi con l'assistenza della tecnologia moderna"(16).
(15) Agnès Fournier de Saint Maur, "The Sexual Abuse Of Children Via The Internet: A New Challenge For Interpol","Sexual Abuse of Children, Child Pornography and Paedophilia on the Internet: an international challenge" - Expert Meeting, UNESCO, Parigi, 18-19 gennaio 1999. (www.unesco.org/webworld/child_screen/agenda.html).
(16) Agnès Fournier de Saint Maur, Idem
Ciascun Paese deve dotarsi di una normativa che proibisca l'uso di Internet per lo sfruttamento sessuale dell'infanzia; deve migliorare il livello di conoscenza e specializzazione delle proprie forze dell'ordine nell'utilizzo delle tecnologie dell'informazione e della comunicazione; deve rafforzare la cooperazione tra forze dell'ordine a livello internazionale.
Sempre al meeting di Vienna nel 1999, Maxwell Taylor, professore di Psicologia Applicata presso l'Università di Cork, ha sostenuto che il cammino da percorrere porta verso "una struttura di servizi centralizzata e funzionante, per un controllo sulle immagini provenienti sia da sequestri delle forze dell'ordine che da quelle segnalate da Internet, per distinguere materiale nuovo dal vecchio e confrontare i dati raccolti"(17).
(17) Maxwell Taylor, "The nature and dimensions of child pornography on the Internet", "Combating Child pornography On The Internet", Vienna, 29 September - 1 October 1999 (www.asem.org/documents/99confvienna/docu.asp).
Ad esempio, pensiamo all'importanza di poter risalire alla data in cui la foto è stata scattata. Se l'immagine è recente, sarà possibile individuare il luogo dove forse l'abuso ancora si compie, e mettere così fine alle sofferenze di un bambino. Un tale risultato è raggiungibile solo grazie ad interventi che si avvalgano della cooperazione delle forze dell'ordine a livello internazionale.
È necessario che tutte le parti in causa, forze dell'ordine, fornitori di servizi Internet, i singoli utenti, riconoscano l'identità del loro obiettivo: eliminare da Internet la piaga della pornografia infantile, e a tale scopo, creare e rafforzare unità investigative speciali, dotate delle tecnologie più sofisticate ed in grado di operare interventi in tempo reale, ed eliminare qualsiasi ostacolo di natura legale o procedurale allo sviluppo di tale cooperazione.
La globalità della rete, l'accesso potenzialmente illimitato ad essa rendono le normative nazionali e le regole relative ai media tradizionali difficili da applicare ad Internet. Dal momento che Internet può essere usato da chiunque ovunque nel mondo, provvedimenti locali o a livello nazionale possono non essere la soluzione migliore.
La produzione di pornografia infantile è divenuta più facile e sicura dopo l'avvento delle tecnologie digitali. Un tempo bisognava sviluppare e elaborare foto o pellicole, oggi le nuove tecnologie consentono a produttori a livello amatoriale di girare video e scattare foto digitali, di caricarle direttamente su un website, o di salvarle su file senza dover sostenere una spesa eccessiva e in completo anonimato.
Internet non si limita ad ospitare siti contenenti materiale pornografico infantile. Potenziali abusi ai danni di minori hanno origine anche dalla semplice visione di tale materiale diffuso sulla rete. Ofelia Calcetas-Santos, Relatore Speciale della Commissione sui Diritti Umani, sostiene: "I bambini che sono esposti alla visione di materiale pornografico corrono il rischio di venire de-sensibilizzati e indotti a credere che la pornografia sia una pratica normale e divertente"(18).
(18) Rapporto sulla Vendita dei Minori, la Prostituzione Infantile e la Pornografia Infantile preparato dal Relatore Speciale della Commissione sui Diritti Umani, Signora Ofelia Calcetas-Santos, come stabilito dalla Risoluzione dell'Assemblea Generale 51/77 (52esima sessione), (GA A/52 482). Per i Rapporti della Commissione sui Diritti Umani, vedi il sito www.unhchr.ch.
La Rete è anche mezzo di adescamento. Numerosi pedofili sono stati arrestati sul luogo convenuto per appuntamenti con un minore conosciuto all'interno di chat rooms. L'adescamento su Internet, non implicando alcuna transazione commerciale tra le parti, non rientra nel numero dei crimini sessuali ai fini di lucro. Ciononostante, l'adescamento di minori ha come fine il compimento di reati, compresi la coercizione, il rapimento, il traffico e lo sfruttamento del minore stesso.
I realizzatori di films, foto e altro materiale pornografico sono in possesso di softwares in grado di alterare digitalmente immagini raffiguranti adulti e creare artificialmente materiale pornografico. Dal momento che molte leggi relative alla pornografia infantile presumono, affinché si consideri commesso un reato, la presenza di un bambino reale nel momento in cui la foto viene scattata, tali procedimenti porterebbero all'esclusione della commissione del reato e di una responsabilità legale del produttore.
Il dibattito se tali immagini debbano oppure no essere criminalizzate è tutt'altro che chiuso. In ogni modo, immagini artificiali di pornografia infantile possono, e sono spesso usate, per indurre minori a sottostare a pratiche sessuali. Esse rappresentano potenziali mezzi per promuovere abusi su minori, laddove la società civile, "ha stabilito che la rappresentazione di minori quali oggetti sessuali è inaccettabile. La pornografia infantile è spesso usata da predatori sessuali in modo deliberato per adescare minori. In un contesto del genere, perciò, se l'immagine sia reale o artificiale non ha alcuna importanza"(19).
Questo è quanto sostenuto da John Carr a nome dell'ECPAT nella relazione presentata al Secondo Congresso Mondiale contro lo Sfruttamento Sessuale a Fini Commerciali dell'Infanzia svoltosi a Yokohama dal 17 al 20 dicembre 2001.
(19) John Carr, "Child Pornography", "Second World Congress against the Commercial Sexual Exploitation of Children, Yokohama, 17-20 dicembre 2001 (www.focalpointngo.org/yokohama). L'ECPAT (Ending Child Pornography, Prostitution and Trafficking) è un'organizzazione australiana creata nel 1993 e che fa ora parte di una rete più vasta di organizzazioni e individui che combattono la pornografia infantile, il traffico di minori, e la prostituzione infantile. Il sito è: www.ecpat.net.
4. Superare le differenze tra i codici nazionali per una definizione aggiornata della pornografia infantile.
Non tutte le immagini che ritraggono nudi infantili contengono espliciti riferimenti ad atti sessuali, e di conseguenza non sempre costituiscono l’evidenza di un abuso perpetrato sul minore. Non è illegale scattare né possedere foto di bambini in costume da bagno, come se ne vedono in tante pubblicità. Immagini di corpi nudi non sono illegali se inserite o giustificate dal contesto; anche immagini scattate da professionisti dove minori sono ritratti in pose provocanti, ed implicitamente sessuali sono spesso giustificate dall’intenzione artistica di chi le ha scattate. Sono foto pornografiche (ed illegali quanto a produzione e possesso) quelle foto che si concentrano sui genitali del minore, su atteggiamenti sessuali espliciti, o ritraggono lo stesso mentre subisce violenze ad opera di adulti o di altri minori.
Questione molto dibattuta è se collezionare immagini pornografiche di bambini equivalga o no a compiere un abuso sessuale. Anche se a livello morale la condanna di tale comportamento è unanime, è anche vero che il collezionista passivo non necessariamente è coinvolto nell’atto fisico dell’abuso sul minore. Perciò, al momento di definire legalmente il reato della produzione di materiale pornografico, non c’è accordo nell’equiparare l’atto del collezionismo all’atto concreto dell’abuso.
Durante il Primo Congresso Mondiale contro lo Sfruttamento Commerciale dell’Infanzia, tenutosi a Stoccolma nel 1996, si è affermata la necessità di rendere illegale non soltanto la produzione e la vendita, ma anche il possesso di materiale pornografico infantile. Il possesso, anche se non comporta una partecipazione attiva al perpetramento del crimine, costituisce una chiara complicità con esso.
Anche pubblicizzare o promuovere l’acquisto di materiale pornografico rappresenta un formidabile incentivo all’allargamento di questo mercato. Ma mentre chi produce, distribuisce, importa e pubblicizza la vendita di pornografia infantile è legalmente perseguibile nella maggior parte dei Paesi, non lo è ancora chi acquista e possiede tale materiale.
Da un punto di vista legale, e considerando la prospettiva di chi conduce le indagini, si vedrà che esiste una controversia anche sull’attribuzione di responsabilità relativamente alla presenza di materiale pornografico su Internet. Chi è responsabile? Il fornitore di servizi Internet, colui che produce le immagini o chi ne cura l’immissione sulla rete?
Il diritto internazionale vuole che lo Stato competente a giudicare un crimine sia quello sul cui territorio questo è stato commesso. Nell’era globale, e con Internet che supera le barriere costituite dalle frontiere degli Stati, quale normativa nazionale potrà dirsi dotata di competenza esclusiva a punire un illecito che produce i suoi effetti in diverse giurisdizioni? Ed è giusto avvalersi di norme che non comprendano la dimensione globale dell’illecito?
Se poi si considera che non vi è univocità tra le normative statali relativamente al significato legale del termine "bambino" ed alla definizione del reato "pornografia infantile" si capirà perché l’aggiornamento dei codici penali nazionali diventi un’esigenza imprescindibile nella lotta al crimine internazionale che si avvale di nuove tecnologie.
Tale varietà di normative e interpretazioni rende auspicabile l’idea di creare uno strumento legale sopranazionale che abbia l’autorità di produrre e di applicare una normativa unica contro i reati commessi in ambito informatico. Ma per vincere le resistenze delle autorità nazionali, l’ideale è partire da una progressiva armonizzazione delle legislazioni nazionali, perché come commenta la Fournier: "Internet sarà anche per definizione internazionale, ma le autorità legali che devono esercitare il controllo su esso sono, soprattutto, autorità nazionali"(20).
(20) Agnès Fournier de Saint Maur, Head of the Trafficking in Human Beings Branch, INTERPOL, "The Sexual Abuse Of Children Via The Internet: A New Challenge For Interpol", "Sexual Abuse of Children, Child Pornography and Paedophilia on the Internet:An international challenge" - Expert Meeting, UNESCO, Parigi, 18-19 gennaio 1999.
È più che mai necessario approntare una definizione legale del reato di pornografia infantile che tenga conto delle nuove tecnologie e di come esse facilitino la diffusione di materiale pornografico sulla rete. Contributi ad una definizione sono stati dati dal:
- Protocollo Facoltativo alla Convenzione sui Diritti dell’Infanzia: l’articolo 2 contiene una definizione legale di cosa sia "pornografia infantile", intesa come "qualsiasi rappresentazione, con qualsiasi mezzo, di un minore impegnato in attività sessuali esplicite, reali o simulate o qualsiasi rappresentazioni delle parti sessuali di un minore per scopi soprattutto sessuali"(21)
- L’INTERPOL, che ha adottato la seguente definizione di pornografia infantile: "la rappresentazione dello sfruttamento sessuale di un bambino, che si concentra su comportamenti sessuali o sui genitali del bambino"(22).
(21) Articolo 2 del Protocollo Facoltativo della Convenzione sui Diritti dell'Infanzia riguardanti il Coinvolgimento dei Fanciulli nei Conflitti Armati e il Traffico di Bambini, la Prostituzione Infantile e la Pornografia Infantile. ("Optional Protocol to the Convention on the Rights of the Child on the sale of children, child prostitution and child pornography"). Il testo è consultabile sul sito: www.onuitalia.it/diritti/indinf.html.
(22) INTERPOL, Raccomandazioni sui Crimini contro i Minori, Sessantunesima Assemblea Generale, Lione 1995. (www.interpol.int).
5. Proteggere l’infanzia, tutelare il diritto alla libertà d’espressione: due esigenze inconciliabili?
Nel testo della Dichiarazione adottata al termine dell’Incontro di Esperti dell’UNESCO tenutosi a Parigi nel gennaio 1999 si legge: "La creazione di un ambiente online sicuro per i bambini deve però conservare e rafforzare libertà fondamentali, quali la libertà di espressione, la libertà di informazione ed il diritto alla privacy, allo stesso tempo assicurando il diritto dell’infanzia ad essere protetta da materiale dannoso e illegale"(23).
(23) Ancora nella Dichiarazione si legge che: "La creazione di un ambiente sicuro per i bambini online deve conservare e rafforzare libertà fondamentali, quali la libertà di espressione, la libertà di informazione ed il diritto alla privacy, allo stesso tempo assicurando il loro diritto ad essere protetti da materiale dannoso e illegale" . "Sexual Abuse of Children, Child Pornography and Paedophilia on the Internet: an international challenge" - Expert Meeting, UNESCO, Parigi, 18-19 gennaio 1999.
Per questo, quando nell’ottobre 1998 il presidente Clinton firmò la legge "Child Online Protection Act"(24) che criminalizzava la distribuzione commerciale online di materiale considerato pericoloso per i minori, gruppi per la libertà d’espressione negli Stati Uniti hanno protestato per quella che, a loro avviso, costituiva una chiara violazione del Primo Emendamento, il principio costituzionale che proibisce al Congresso di promulgare leggi limitative della libertà d’espressione.
(24) Dettagli sul sito del Senato degli Stati Uniti (www.senate.gov).
L’Unione Europea si è finora mossa avendo come priorità quella di consentire agli utenti della rete la libera scelta relativamente all’acquisto di filtri per materiale non desiderato ed all’adozione di sistemi di valutazione dei contenuti di siti sospetti. C’è stato uno sforzo costante verso un aumento della consapevolezza dei genitori e dei giovani utenti della rete. Nel 1998 la Commissione Europea ha iniziato a lavorare al suo Piano d’Azione per Internet(25), che poteva essere considerato come il primo passo verso la cooperazione tra attori privati e autorità pubbliche per una gestione di Internet che garantisse allo stesso tempo una maggiore libertà dell’informazione e la sicurezza dell’infanzia.
(25) Alcune voci critiche si sono alzate nel Parlamento Europeo contro il Piano d’Azione, accusato di attentare alla libertà d’espressione. L’inizio della collaborazione e del coordinamento tra istituzioni europee e fornitori di servizi Internet risale alla fine degli anni Novanta, quando entrambe le parti in causa cominciarono ad occuparsi del problema del materiale illegale presente sulla rete. I fornitori di servizi Internet, sempre a livello europeo, procedettero lungo la strada della produzione di regole di comportamento.
Esiste comunque una parte dell’opinione pubblica mondiale che sostiene la necessità di applicare misure limitative alla libera diffusione delle informazioni sulla rete, quali l’intercettazione e il monitoraggio delle informazioni sulla rete o leggi che impongano obbligazioni ai fornitori di servizi Internet.
Organizzazioni per la sicurezza sulla rete cercano di stabilire criteri di self-regulation per i fornitori di servizi su Internet. La tecnologia informatica può essere usata per combattere la pornografia infantile grazie alla messa in opera di sistemi di valutazione dei contenuti dei siti, di filtri in grado di mantenere siti indesiderati fuori della portata dei bambini, di un’impostazione più precisa dei motori di ricerca.
Nel giudicare l’operato dei fornitori di servizi Internet quali garanti della correttezza dei siti da essi ospitati, è interessante la posizione espressa all’Incontro di Esperti di Parigi del 1999 da Mark Erik Hecht, vicedirettore dell’organizzazione canadese "Human Rights on Internet", il quale ha ricordato alla platea che "i fornitori di servizi sulla rete svolgono un’attività a fini di lucro. Si tratta di un canale di distribuzione che, per sua propria natura, non è sottoposto a controlli né riceve direttive editoriali"(26).
(26) Mark Erik Hecht, "Between Promotion and Protection: Encouraging Freedom of Information in the Context of Worldwide Concerns on the Sexual Abuse of Children, Child Pornography and Paedophilia on the Internet", "Sexual Abuse of Children, Child Pornography and Paedophilia on the Internet: an international challenge" - Expert Meeting, UNESCO, Parigi, 18-19 gennaio 1999.
C’è un consenso universalmente diffuso riguardo al bisogno di tutelare i diritti dei bambini e la dignità della persona umana. La difesa di questi valori essenziali richiede cooperazione in modo da combattere i pericoli presenti su Internet senza dover rinunciare ai suoi vantaggi.
La tutela della libertà di espressione non deve sminuire l’impegno a proteggere e garantire i diritti dei minori. Ogni potenziale criminale deve rendersi conto che su Internet non si commettono crimini con la certezza di non essere puniti, come se "la tecnologia tendesse a dividere gli individui dalle conseguenze dei loro peggiori comportamenti"(27).
(27) Ofelia Calcetas-Santos, Relatore Speciale della Commissione sui Diritti Umani sulla Vendita di Bambini, sulla Prostituzione Infantile e sulla Pornografia Infantile, Rapporto sulla Vendita dei Minori, la Prostituzione Infantile e la Pornografia Infantile. Per i Rapporti della Commissione sui Diritti Umani, vedi il sito www.unhchr.ch.
Internet non è solo l’antro dove si nasconde l’orco famelico, ma anche il luogo dove trovare le armi per la difesa dagli abusi sessuali e dallo sfruttamento dell’infanzia. Punire i criminali e fare di Internet un luogo sicuro per i bambini è un’esigenza che deve conciliarsi con quella di non distruggere le garanzie della libertà di espressione e di informazione. È una vergogna, come dice Taylor, che "una tecnologia con un potenziale così grande debba essere associata col grave fenomeno dello sfruttamento sessuale dei bambini…Sarà importante giungere ad un giusto equilibrio tra libertà e controllo"(28).
(28) Maxwell Taylor, "The nature and dimensions of child pornography on the Internet", "Combating Child Pornography on the Internet", Vienna, 29 September - 1 October 1999 (www.asem.org/documents/99confvienna/docu.asp).
6. Rendere Internet un luogo sicuro per l’infanzia: un obiettivo che Governi e società civile possono e devono promuovere.
Come scritto da Roberto Di Caro in un articolo pubblicato sul settimanale L’Espresso dal titolo "Caccia Grossa al Cyber Orco": "L’offerta modifica la domanda, il mercato cambia i comportamenti, Internet smorza i meccanismi di delegittimazione psicologica e sociale che tenevano a freno, fino all’altro ieri, desideri deviati e pulsioni non confessabili"(29).
(29) Roberto Di Caro, "Caccia Grossa al Cyber Orco", su "L’Espresso" (N.21, anno XLVIII, 23 maggio 2002).
Marco Strano, direttore tecnico psicologo alla Polizia delle Telecomunicazioni, nell’intervista rilasciata a Roberto Di Caro sull’Espresso non esita ad affermare che "spesso il pedofilo trova la via spianata proprio dai genitori […] Molti, semianalfabeti dal punto di vista informatico o semplicemente pigri e disattenti, considerano Internet alla stregua del televisore o di un videogame. Sbagliano: è come lasciare andare i figli da soli in giro per il mondo. Ed è pura follia immaginare che ad ogni angolo della rete ci possa essere un cyber - poliziotto a proteggerli"(30).
(30) Roberto Di Caro, Idem
L’abuso sessuale sull’infanzia, la pornografia infantile e la pedofilia sono problemi di proporzioni internazionali. La comunità internazionale è consapevole che bambini abusati sessualmente vanno incontro ad un futuro di traumi psicologici. La diffusione del materiale su Internet comporta che oltre al trauma dell’abuso, la ri-proposizione di questo davanti ad un pubblico enorme aumenta il senso di vittimizzazione di questi bambini(31).
(31) Un caso è il suicidio di un dodicenne austriaco, che si è ucciso dopo aver scoperto che fotografie riproducenti abusi sessuali da lui subiti erano state immesse sulla rete. L’esempio è riportato nel Rapporto sulla Vendita dei Minori, la Prostituzione Infantile e la Pornografia Infantile preparato dal Relatore Speciale della Commissione sui Diritti Umani come stabilito dalla Risoluzione dell’Assemblea Generale 51/77 (52esima sessione) (GA A/52 482).
Mai smettere di predicare la lotta contro lo sfruttamento sessuale dell’infanzia. L’eliminazione di questa piaga sociale è una responsabilità precisa dei Governi e delle forze dell’ordine in tutto il mondo.
Sul sito dell’INTERPOL si legge il seguente monito: "Non dimentichiamo, il futuro del mondo è nelle mani degli adulti di domani, i bambini di oggi. Essi sono il bene più prezioso del mondo. Essi non solo meritano, ma hanno il diritto a tutta la protezione che possiamo permetterci".
Bibliografia
Convention on the Rights of the Child, adottata con risoluzione 44/25 dell’Assemblea Generale il 20 novembre 1989. (http://www.runic-europe.org/italian/diritti/indinf.html).
Rapporto del Comitato di Esperti sull’Applicazione delle Convenzioni e Raccomandazioni, Conferenza Internazionale del Lavoro, 85esima sessione, 1997, Rapporto Generale (paragrafi 74 e 75). (www.ilo.org/public/english/standards/ipec/index.htm)
"Worst Forms of Child Labour Convention" C182 del 17 giugno 1999 (www.ilo.org/public/english/standards/ipec/index.htm).
"Worst Forms of Child Labour Recommendation 190" C190 del 17 giugno 1999 (www.ilo.org/public/english/standards/ipec/index.htm)
"Optional Protocol to the Convention on the Rights of the Child on the sale of children, child prostitution and child pornography", adottato con Risoluzione dell’Assemblea Generale A/RES/54/263 del 25 maggio 2000. (http://www.runic-europe.org/italian/diritti/indinf.html).
Address to the International Conference on Combating Child Pornography on the Internet by the United Nations Secretary-General, Delivered by Mr. Pino Arlacchi, Director-General of the United Nations Office in Vienna, Vienna, 29 settembre 1999, "Combating Child Pornography On The Internet", Vienna, 29 September - 1 October 1999.
Maxwell Taylor, The nature and dimensions of child pornography on the Internet, "Combating Child Pornography On The Internet", Vienna, 29 September - 1 October 1999
Homayra Sellier, " Innocence in Danger", "Combating Child Pornography On The Internet", Vienna, 29 September - 1 October 1999
Mark Erik Hecht, Between Promotion and Protection: Encouraging Freedom of Information in the Context of Worldwide Concerns on the Sexual Abuse of Children, Child Pornography and Paedophilia on the Internet, "Sexual Abuse of Children, Child Pornography and Paedophilia on the Internet:An international challenge" - Expert Meeting, UNESCO, Parigi, 18-19 gennaio 1999. (www.unesco.org/webworld/child_screen/agenda.html).
Agnès Fournier de Saint Maur, The Sexual Abuse Of Children Via The Internet: A New Challenge for Interpol, "Sexual Abuse of Children, Child Pornography and Paedophilia on the Internet:An international challenge" - Expert Meeting, UNESCO, Parigi, 18-19 gennaio 1999. (www.unesco.org/webworld/child_screen/agenda.html )
John Carr, "Child Pornography", "Second World Congress against Commercial Sexual Exploitation of Children", Yokohama, 17-21 dicembre 2001
www.unesco.org
www.unhchr.ch
www.interpol.int