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Il Direttore Esecutivo dell’Ufficio ONU contro la Droga e il Crimine a lla Conferenza di Palermo: “Possiamo vincere la guerra alla droga solo con politiche bilanciate”


Vienna, 6 dicembre - Antonio Maria Costa, Direttore Esecutivo dell'Ufficio delle Nazioni Unite contro la Droga e il Crimine - Unodc - durante la Conferenza nazionale sui problemi connessi alla diffusione delle sostanze stupefacenti e psioctrope in corso a Palermo ha sottolineato l'importanza del coinvolgimento dei singoli paesi nelle politiche mondiali contro la droga, che le Nazioni Unite stanno promuovendo.


Costa ha presentato i punti che sono alla base di un concreto impegno contro la droga: aiuti allo sviluppo per permettere ai contadini di interrompere la coltivazione di droga, miglioramento dei servizi di trattamento e recupero dei tossicodipendenti, coinvolgimento della società civile nelle campagne di sensibilizzazione e lotta alla criminalità che gestisce il traffico di droga.

Il 5% della popolazione mondiale, 200 milioni di persone, fa uso di droghe illecite. Gli oppiacei rimangono il principale problema, seguiti dagli stimolanti di tipo amfetaminico e dalla cocaina. Proprio in questi giorni l’Unodc ha lanciato un’iniziativa per la crazione di una rete di centri di trattamento e recupero a livello mondiale, che avrà lo scopo di migliorare la qualità dei servizi e di far fronte alla necessità di maggiore specializzazione soprattutto nel campo della prevenzione e cura dell’AIDS.

"In Europa 3 milioni di persone sono coca-dipendenti, in alcuni paesi in cui il problema ha sempre inciso pesantemente, quali Regno Unito e Spagna, la tossicodipendenza si è stabilizzata, mentre in paesi a media incidenza quali Italia, Olanda e Danimarca il fenomeno si è accentuato", Costa ha poi precisato: "Nell’Unione Europea l'abuso di eroina e di sostanze sintetiche è diminuito, ma in parallelo è aumentato il consumo di cocaina e di cannabis. Ciò dipende anche da una diversa percezione: l'eroina è ritenuta la droga dei perdenti e le sostanze sintetiche sono viste come pericolose. Alla cocaina vengono invece associate persone di successo. Vi è una stretta correlazione tra la percezione del rischio e l'assunzione di droga. In Italia l'uso della cannabis tra coloro che hanno una maggiore percezione del rischio è circa dell'11% nella fascia 14-24 anni. Tale percentuale sale al 53% per coloro che non hanno consapevolezza dei rischi connessi alla droga.

"Non possiamo lasciare che la tossicodipendenza sia influenzata dalle mode. Quello della cocaina è solo un esempio che denota il fatto che non vi sia un'informazione seria sui rischi legati alla droga. La prevenzione è fondamentale. Dobbiamo impegnarci maggiormente per promuovere informazioni accurate sulle conseguenze. E' inoltre necessario intervenire sulle situazioni di disagio che rendono gli adolescenti più esposti", ha aggiunto Costa.
In Italia, e in qualsiasi altro paese occorrono politiche di contrasto che coinvolgano maggiormente la società civile. Secondo Costa “Per risolvere il problema della droga è necessaria un’ampia mobilitazione sociale e politica, un chiaro e netto rifiuto della droga e compassione per coloro che ne abusano”.

Tra i problemi correlati all'abuso di droga Costa ha messo in evidenza quello degli incidenti stradali, ricordando che da un'indagine condotta a Milano nel 2003 è risultato che il 29%  delle persone morte a causa di un incidente stradale aveva assunto sostanze illegali, perlopiù cocaina. Secondo uno studio condotto nello stato del Maryland (Stati Uniti) il 55% dei guidatori coinvolti in incidenti stradali aveva fatto uso di droghe.

"Quella dei test antidroga è una possibilità da valutare con attenzione. I test rappresentano un forte deterrente e potrebbero permetterci di salvare molte vite umane", ha detto Costa aggiungendo che l’esperienza pilota di Brescia “Rispetta la strada. Non fumarti la vita” ha portato in due anni a una diminuizione del 66% del numero degli incidenti stradali. Inoltre, secondo una ricerca condotta da Eurobarometer, l'83% dei giovani tra i 15 e 24 anni sono a favore dei test antidroga per chi guida.

In questi ultimi mesi in Afghanistan molti contadini hanno deciso di riprendere la coltivazione del papavero da oppio, perdendo la fiducia nella possibilità di riconversione delle colture e negli aiuti allo sviluppo. Il timore delle misure repressive non è più così accentuato. Mentre si assiste a un incremento delle quantità di eroina afghana in Asia Centrale e nei paesi europei, in questi giorni i rappresentanti di 20 stati si sono riuniti per proporre un piano di rafforzamento delle misure di contrasto lungo le frontiere attraverso le quali viene trafficata la droga afgana - Pakistan, Iran e la cosiddetta Rotta dei Balcani -; "Il mercato illegale della droga continua a fiorire sulla spinta della domanda. Questo è un dato di fatto. Solo politiche bilanciate che agiscano sulla riduzione della domanda e dell'offerta ed al contempo sul recupero dei tossicodipendenti e sull'informazione dei rischi potranno permetterci di sconfiggere la droga e la criminalità che prospera avvalendosi di questo flagello" ha concluso Costa.   


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ultimo aggiornamento Mercoledi, 18 Marzo 2009
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