I rappresentanti delle maggiori Organizzazioni Internazionali
e alcuni fra i più importanti istituti di ricerca
competenti nel settore, si sono riuniti per valutare gli
strumenti di cui gli Stati della regione Euroasiatica
dispongono per prevenire e lottare contro il traffico
di armi di distruzione di massa.
L’incontro rientra nel progetto coordinato dall’UNICRI
“Rafforzamento della cooperazione internazionale
per il contrasto al traffico di armi di distruzione di
massa: traffici illeciti di materiale chimico, biologico,
radiologico e nucleare”, un programma che mira a
migliorare le capacità di prevenzione e contrasto
dei Paesi e a rafforzare i meccanismi di cooperazione
nel campo del traffico di armi di distruzione di massa.
Tra le attività previste: raccolta e scambio di
informazioni tecniche, cooperazione tecnica e promozione
degli strumenti di contrasto più efficaci.
Tra le organizzazioni che hanno preso parte ai lavori:
Europol, Interpol, Organizzazione Mondiale per la Proibizione
delle Armi Chimiche e Organizzazione Mondiale per la Sanità.
Questo incontro ha rappresentato una valida opportunità
di scambio di esperienze e conoscenze tra le Organizzazioni
Internazionali e le istituzioni preposte alla sicurezza.
Tra pochi mesi sarà completato un rapporto di analisi
della strategie nazionali adottate dai paesi nella Regione
Euroasiatica.
Nel corso dei lavori il Direttore dell’UNICRI ,
Giocchino Polimeni, ha fra l’altro notato che stiamo
compiendo significativi progressi nel raggiungimento di
un obiettivo comune: contribuire a rafforzare la cooperazione
tra tutte le entità preposte a contrastare l’uso
illecito di armi di distruzione di massa. A questa minaccia
mondiale, ha aggiunto Polimeni, si può far fronte
solamente attraverso una risposta globale; e il trattato
internazionale contro il terrorismo nucleare che l’Assemblea
Generale delle Nazioni Unite ha adottato nelle ultime
settimane costiutisce un risultato fondamentale, che rilancia
gli sforzi multilaterali per prevenire l’accesso
a queste armi letali da parte dei terroristi e criminali
comuni. La ratifica da parte di 22 Paesi consentirà
l’entrata in vigore del trattato e doterà
la comunità internazionale di un nuovo strumento
per contrastare il terrorismo nucleare.
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