
L’Ufficio delle Nazioni Unite contro la Droga e il Crimine (UNODC) è l’agenzia leader nel contrasto a droga, crimine internazionale e terrorismo. Operativo dal 1971, l’UNODC ha vissuto una serie di processi di ristrutturazione che hanno permesso di addivenire, oggigiorno, ad un approccio integrato nella lotta mondiale a questi tre fenomeni.
L’Ufficio conta circa 500 funzionari distribuiti tra Vienna, sede centrale, e gli uffici sul campo.
Quest’ultimi costituiscono un network di 21 sedi regionali e nazionali, cui si affiancano due uffici di raccordo, rispettivamente a New York e Bruxelles.
L’UNODC ha come obiettivo quello di rafforzare l’azione internazionale contro la produzione, il traffico e le attività criminali connesse alla droga. A ciò si affianca un’attività di prevenzione e recupero delle tossicodipendenze, che passa anche attraverso la sensibilizzazione, tramite campagne mondiali, ai pericoli connessi al consumo di droga. Nel perseguimento dei suoi obiettivi, l’UNODC conduce un ampio ventaglio d’attività: dai progetti di sviluppo alternativo al monitoraggio di coltivazioni illecite, dai programmi contro il riciclaggio di denaro sporco alle misure di prevenzione, recupero e reinserimento sociale delle vittime della droga.
In aggiunta, l’UNODC opera per rafforzare le misure di prevenzione del crimine, fornendo assistenza nel campo della riforma della giustizia penale. A richiesta dei paesi membri, l’Ufficio opera per contribuire al rafforzamento dello stato di diritto, promuovendo sistemi di giustizia penale stabili che consentano di contrastare efficacemente le crescenti minacce rappresentate da crimine organizzato transnazionale, traffico di esseri umani, corruzione e riciclaggio di denaro.
Nel 2002, l’Assemblea Generale ha approvato un ampliamento del mandato del Dipartimento per la Prevenzione del Terrorismo. Questo programma, oggi, fornisce assistenza ai paesi che ne facciano richiesta in materia di ratifica e applicazione dei 13 trattati internazionali contro il terrorismo.
Il lavoro dell’UNODC si fonda su tre pilastri:
1. Ricerca e analisi: per migliorare la conoscenza e la comprensione dei fenomeni droga e crimine e stimolare, sulla base dei dati acquisiti, l’adozione d’idonee decisioni politiche e operative.
2. Lavoro normativo: per assistere gli stati nella ratifica e applicazione dei trattati internazionali e nello sviluppo delle normative nazionali su droga, crimine e terrorismo. A tal fine, l’Ufficio mette a disposizione servizi sostanziali e di segretariato a beneficio d’entità governative e d’autorità competenti per la ratifica ed esecuzione dei trattati.
3. Progetti di cooperazione tecnica sul campo: per accrescere le capacità dei paesi membri nel contrasto a droga, crimine e terrorismo.
L’UNODC dipende da contributi volontari, erogati principalmente dai governi, per il 90% del suo budget
Il sostegno del Governo Italiano all’Ufficio delle Nazioni Unite
contro la Droga e il Crimine
(Ministero degli Affari Esteri / Direzione Generale per la Cooperazione allo Sviluppo)
A fronte di una generalizzata contrazione del bilancio per la cooperazione multilaterale, il sostegno italiano all’Ufficio delle Nazioni Unite contro la Droga e il Crimine (UNODC) è rimasto pressoché inalterato, a evidente testimonianza d’importanza attribuita al lavoro internazionale di prevenzione e contrasto a fenomeni quali droga, crimine e terrorismo. Nel 2005, con circa 13 milioni di dollari, l’Italia si è attestata al terzo posto nella graduatoria dei donatori, alle spalle degli Stati Uniti d’America e della Commissione Europea.
Per molti anni l’Italia è stata il principale finanziatore del programma anti-droga dell’UNODC. L’attenzione è andata progressivamente concentrandosi sui progetti per la conversione delle culture nella regione Andina, per la prevenzione delle tossicodipendenze e l’interdizione del narco-traffico in Africa. Al parziale decremento del contributo a favore di programmi di respiro globale, ha corrisposto un considerevole aumento del sostengo a favore delle attività di prevenzione e contrasto alla droga in Asia (in Afghanistan in particolare, ma anche in Asia Centrale, Iran e Pakistan) e in Medio Oriente.
Il contributo al programma anti-crimine ha registrato un’impennata negli anni più recenti, con un picco a favore dei progetti di riforma del sistema della giustizia penale e del sistema penitenziario in Afghanistan, il cui finanziamento è direttamente erogato della Direzione Generale per la Cooperazione allo Sviluppo. Il contributo italiano è altresì determinante per finanziare le attività di sostegno all’applicazione delle convenzioni anti-criminalità organizzata e anti-corruzione (di cui l’UNODC è custode), il programma globale per la lotta al terrorismo, il programma per la lotta alla tratta di esseri umani, e le riforme dei sistemi di giustizia penale e penitenziaria.
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