Per Capo Verde, il programma rappresenta
una risposta concreta al dilagare del crimine. Il Paese
è infatti preso di mira dai trafficanti di cocaina
colombiana.
Questo progetto prevede anche attività
di prevenzione del consumo di droga, trattamento e riabilitazione
dei tossicodipendenti, lotta al riciclaggio di denaro
sporco e al crimine organizzato. Più in generale,
il progetto mira a rafforzare lo stato di diritto, contrastando
una serie di comportamenti antisociali. L’enfasi
posta sulla sicurezza e sullo stato di diritto rappresenta
un primo passo verso lo sviluppo sostenibile e il progresso
economico. Il Governo di Capo Verde considera prioritaria
la prevenzione e repressione del crimine, specialmente
il traffico di narcotici, anche come prerequisito per
promuovere una maggiore sicurezza e attrarre investimenti
stranieri.
“Il Governo di Capo Verde sta compiendo
passi da gigante nella lotta al traffico di droga e alle
altre attività criminali che ostacolano lo sviluppo
economico. Il turismo, in particolare, è minacciato
dalla violenza. Questa situazione deve essere risolta
se Capo Verde vuole continuare a crescere”, ha detto
Antonio Maria Costa, Direttore Esecutivo dell’UNODC,
aggiungendo: “Il sostegno della Commissione Europea
al programma CAVE INTECRIN indica la crescente preoccupazione
per la sicurezza mondiale e un interesse a investire nell’UNODC,
come parte della soluzione. Questa è una situazione
da cui tutti possono trarre beneficio. Vi è la
volontà politica, le risorse in campo sono considerevoli
e le parti coinvolte condividono un obiettivo chiaro:
liberarsi dal narcotraffico e garantire sicurezza e giustizia
ai cittadini di Capo Verde”.
La Commissione Europea promuove il buon
governo, la sicurezza e lo stato di diritto nei paesi
partner, come componente della lotta alle sostanze illecite
e parte integrante di una strategia a lungo termine per
lo sviluppo e la riduzione della povertà.
Il vertice della Direzione Generale allo
Sviluppo della Commissione Europea, Stefano Manservisi,
nel presentare il programma con grande favore ha dichiarato:
“Il problema della droga è una delle più
importanti sfide dei nostri tempi. Fino a pochi anni fa,
si pensava che il consumo di droga rimanesse un fenomeno
confinato ai paesi ricchi e industrializzati. Ma è
oggi un dato di fatto che questo fenomeno sta guadagnando
terreno anche nei paesi in via di sviluppo. Credo che
un programma di controllo della droga, integrato e attentamente
bilanciato, che si concentri sia sull’offerta che
sulla domanda sia fondamentalmente l’unico che possa
funzionare. Il partenariato tra Stati dell’Unione
Europea, Africani, Caraibici e del Pacifico (EU-ACP) crea
opportunità per unire le forze in campo e compiere
progressi sostanziali ai fini della riduzione dell’offerta,
della prevenzione del consumo di droga, e della lotta
al crimine”.
Il Programma CAVE INTECRIN si configura
come un’attività di collaborazione biennale
tra il Governo di Capo Verde e l’UNODC. Il finanziamento
al programma è parte di un contributo speciale
della Commissione Europea di 12.5 milioni di euro assegnati
all’Arcipelago nel mese di marzo. Ulteriori contributi
sono stati erogati dall’Italia, dal Lussemburgo
e dai Paesi Bassi.
Per l’UNODC questa iniziativa rientra
nel piano più generale di sostegno allo sviluppo
dell’Africa, poiché mira a spezzare il legame
tra povertà e crimine. Il ciclo crimine-povertà
perpetua il sottosviluppo: gli imprenditori stranieri
rifiutano di investire in Africa, mentre si assiste ad
una fuga di capitali generati all’interno. “Dobbiamo
interrompere il circolo vizioso povertà-sottosviluppo,
indirizzando risorse verso Africa in cambio di riforme
e impegno nella lotta alla corruzione e ai traffici illeciti”
ha affermato Costa.
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