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Che cosa stanno facendo le Nazioni per controllare le emissioni inquinanti
Il Ventunesimo Secolo
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Il Ventunesimo Secolo
Al Dicembre 1996, i colloqui
del mandato di Berlino sui futuri impegni delle nazioni industrializzate
si preparavano ad entrare nella fase finale. Un testo concordato
dovrebbe essere distribuito ai Governi per la revisione, entro
Giugno 1997. Questo testo sarà oggetto di negoziati continui
alle riunioni che saranno tenute a Bonn in Marzo, Agosto ed Ottobre.
Alcuni dei punti chiave attualmente in discussione sono i seguenti:
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Tempi ed obiettivi
legalmente vincolanti per la riduzione delle emissioni. Alcuni
Governi (inclusi paesi membri dell'UE) stanno chiedendo una riduzione
dei livelli di CO2 pari al 10 per cento entro il 2005. Altri (ad esempio gli Stati
delle isole) entro tale data vogliono arrivare ad un taglio persino
più ambizioso pari al 20 per cento. Altri ancora (tra cui
Australia, Canada, Giappone e gli Stati Uniti d'America) sostengono
che la data del 2005 non è realistica e propongono che
gli obiettivi vengano posposti al periodo 2010-2015.
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Politiche coordinate
contro politiche flessibili.
Alcuni Governi (in gran parte membri dell'UE), sostengono la necessità
di politiche coordinate a livello internazionale. Altri affermano
invece che sarebbe più redditizio consentire a ciascuna
nazione di adottare le politiche e le misure che meglio si addicono
alle sue particolari circostanze.
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Impegni comuni contro
impegni differenziati.
Ci sono punti di vista differenti sul fatto se tutte le nazioni
industrializzate debbano avere gli stessi tempi di attuazione
e gli obiettivi, o se non sia piuttosto più equo che nazioni
diverse si assumano impegni differenti basati su varie formule
possibili (per esempio obiettivi pro capite). Quanti criticano
la differenziazione sono preoccupati che essa venga a porre troppi
problemi di carattere metodologico e politico.
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Implicazioni per i paesi
in via di sviluppo.
I colloqui per il Mandato di Berlino assegnano nuovi impegni
alle sole nazioni industrializzate (essi si dedicano anche al
modo per far progredire il processo di attuazione degli impegni
già assunti da parte di tutti i partecipanti). Tuttavia,
alcune nazioni industrializzate hanno avanzato proposte che consentirebbero
ad altri paesi di aderire su basi volontarie ad eventuali accordi
futuri. Nel frattempo, numerose tra le nazioni in via di sviluppo
vogliono dedicarsi ai possibili impatti che gli accordi avranno
sulle loro economie e sui loro scambi commerciali.
Conclusioni
La convenzione rappresenta
un processo in via di realizzazione che ha a che fare con temi
vitali quali la presentazione di informazioni relative alle iniziative
nazionali ed al trasferimento di aiuti finanziari ai paesi in
via di sviluppo. Ma chiaramente, nel 1997, il centro dell'attenzione
sarà la stesura dell'accordo di Kyoto.
Nel tempo rimasto, sembra
poco verosimile che tutte le proposte attualmente sul tappeto
possano essere sviluppate nel dettaglio. Alcune di queste idee
non sviluppate su come tradurre in atto l'impegno delle nazioni
industrializzate potrebbero costituire la base per il proseguimento
delle trattative dopo il 1997. Ciò che è attualmente
necessario è un accordo che sia sufficientemente forte
e convincente per dare ad investitori e consumatori i giusti segnali
economici. Questo renderebbe il Mandato di Berlino un successo
ed aprirebbe la strada ad ulteriori iniziative per gli anni a
venire.
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