Introduzione
Il Problema Ambientale
Il Problema Economico
La Questione Politica
L'Accordo
Conservazione e Misure Gestionali:Un Ruolo Chiave per le Organizzazioni Regionali
Meccanismi per il Rispetto dell'Accordo
Le Procedure per le Controversie
Questioni non Adeguatamente trattate nell'Accordo
Progressi nell'Attuazione
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Introduzione
Nel decennio che ha seguito
l'adozione della Convenzione delle Nazioni Unite sulla Legge del
Mare, avvenuta nel 1982, la pesca in alto mare è divenuta
uno dei principali problemi internazionali. La Convenzione garantiva
infatti a tutti gli Stati la libertà di pescare in alto
mare senza alcun vincolo, ma gli Stati costieri, ai quali la Legge
del Mare conferisce diritti economici esclusivi, compreso il diritto
di pescare entro un raggio di 200 miglia dalle proprie coste,
hanno cominciato a lamentare il fatto che a causa delle flotte
che pescano in alto mare si stanno riducendo le catture nelle
loro acque nazionali.
Il problema riguarda le popolazioni
ittiche che "vivono a cavallo" dei confini delle 200
miglia delle zone economiche esclusive (exclusive economic zones
- EEZ), come ad esempio il merluzzo fuori dalla costa orientale
del Canada e il gado nel Mar di Bering, nonché specie altamente
migratorie quali il tonno ed il pesce spada, che si muovono incessantemente
fra le EEZ ed il mare aperto.
Agli inizi degli anni '90
, secondo i dati dell'Organizzazione delle Nazioni Unite per l'Alimentazione
e l'Agricoltura (Food and Agricultural Organization of the United
Nations - FAO), numerose famiglie di pesci con valore commerciale
cominciarono ad assottigliarsi. Non appena il pescato ha cominciato
a diminuire, gli Stati costieri si sono lamentati per il fatto
che le battute di pesca su scala industriale condotte in alto
mare dai cosiddetti Stati situati in "acque distanti"
stavano minando i loro sforzi per preservare e ripopolare le riserve
di pesce all'interno dell'EEZ.
I rapporti su episodi di violenza
avvenuti fra le navi pescherecce di Stati in acque distanti e
le navi di quelli costieri sono divenuti sempre più frequenti,
specialmente durante la "guerra del merluzzo", negli
anni '70. In questa occasione numerose nazioni, tra cui Gran Bretagna
e Norvegia, inviarono navi militari per proteggere i propri pescherecci
che operavano in alto mare.
I pescatori spagnoli si scontrarono
con quelli inglesi e con i pescatori a strascico francesi in quelle
che dovevano essere conosciute come le "guerre del tonno".
Prima che l'Accordo delle Nazioni Unite sulle Famiglie di Pesci
che Vivono a Cavallo di Zone Diverse e sui Pesci Altamente Migratori
venisse portato a termine nell'Ottobre 1995, erano numerose le
navi di Stati costieri che avevano aperto il fuoco contro flotte
straniere. Nell'Atlantico settentrionale,
il Canada catturava e confiscava una barca spagnola con il suo
equipaggio, reo di pescare nelle acque internazionali appena dentro
il limite delle 200 miglia dalle coste canadesi.
Gli Stati costieri maggiormente
preoccupati durante le trattative sull'impatto della pesca in
alto mare per le conseguenze sul loro prodotto nazionale comprendono
Argentina, Australia, Canada, Cile, Islanda e Nuova Zelanda. Sei
nazioni sono invece responsabili per il 90 per cento della pesca
da "acque distanti": Russia, Giappone, Spagna, Polonia,
Repubblica di Corea, e Taiwan provincia della Cina. Anche gli
Stati Uniti d'America hanno un ruolo importante nella pesca in
alto mare, specialmente per quel che concerne la caccia al tonno,
mentre negli ultimi anni la Cina è divenuta una delle nazioni
più attive nel settore della pesca.
All'Earth Summit - la Conferenza
ONU su Ambiente e Sviluppo, tenuta a Rio de Janeiro nel Giugno
1992 - i Governi hanno chiesto alle Nazioni Unite di trovare una
maniera per preservare le razze ittiche e prevenire l'insorgere
di conflitti internazionali causati dalla pesca in alto mare.
La Conferenza ONU sulle Famiglie di Pesci che Vivono a Cavallo
di Zone Diverse e sui Pesci Altamente Migratori tenne la sua prima
riunione a ranghi completi nel Luglio 1993. Dopo sei sessioni
negoziali, il 4 Dicembre 1995 venne sottoposto a ratifica un Accordo
legalmente vincolante.
"Questo Accordo ci offre
uno strumento per vincere la battaglia per la salvezza dei pesci
nel mondo", affermò alla chiusura dei colloqui l'Ambasciatore
delle Isole Fiji Satya N. Nandan, Presidente della Conferenza.
"Essa conferisce agli Stati sia il diritto alla pesca che
l'obbligo di gestire gli stock ittici in maniera sostenibile."
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Le Donne e lo Sviluppo Sostenibile
Combattere l'innalzamento
delle Temperature Mondiali: l'Assemblea sui Cambiamenti
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Unite sulla Diversità Biologica: una Risposta Costruttiva ad un Problema
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Problema
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futuro
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