SUMMIT SULLA TERRA +5

Sessione Speciale dell'Assemblea Generale delle Nazioni Unite per la Revisione e la Valutazione dell'Attuazione dell'Agenda 21
New York, 23-27 Giugno 1997

Introduzione

L'Accordo sulla Pesca in Alto Mare: Un Aggiornamento Approfondimenti

Introduzione

Il Problema Ambientale

Il Problema Economico

La Questione Politica

L'Accordo

Conservazione e Misure
Gestionali:Un Ruolo
Chiave per le
Organizzazioni Regionali

Meccanismi per il
Rispetto dell'Accordo

Le Procedure per
le Controversie

Questioni non
Adeguatamente trattate
nell'Accordo

Progressi nell'Attuazione

Introduzione

Nel decennio che ha seguito l'adozione della Convenzione delle Nazioni Unite sulla Legge del Mare, avvenuta nel 1982, la pesca in alto mare è divenuta uno dei principali problemi internazionali. La Convenzione garantiva infatti a tutti gli Stati la libertà di pescare in alto mare senza alcun vincolo, ma gli Stati costieri, ai quali la Legge del Mare conferisce diritti economici esclusivi, compreso il diritto di pescare entro un raggio di 200 miglia dalle proprie coste, hanno cominciato a lamentare il fatto che a causa delle flotte che pescano in alto mare si stanno riducendo le catture nelle loro acque nazionali.

Il problema riguarda le popolazioni ittiche che "vivono a cavallo" dei confini delle 200 miglia delle zone economiche esclusive (exclusive economic zones - EEZ), come ad esempio il merluzzo fuori dalla costa orientale del Canada e il gado nel Mar di Bering, nonché specie altamente migratorie quali il tonno ed il pesce spada, che si muovono incessantemente fra le EEZ ed il mare aperto.

Agli inizi degli anni '90 , secondo i dati dell'Organizzazione delle Nazioni Unite per l'Alimentazione e l'Agricoltura (Food and Agricultural Organization of the United Nations - FAO), numerose famiglie di pesci con valore commerciale cominciarono ad assottigliarsi. Non appena il pescato ha cominciato a diminuire, gli Stati costieri si sono lamentati per il fatto che le battute di pesca su scala industriale condotte in alto mare dai cosiddetti Stati situati in "acque distanti" stavano minando i loro sforzi per preservare e ripopolare le riserve di pesce all'interno dell'EEZ.

I rapporti su episodi di violenza avvenuti fra le navi pescherecce di Stati in acque distanti e le navi di quelli costieri sono divenuti sempre più frequenti, specialmente durante la "guerra del merluzzo", negli anni '70. In questa occasione numerose nazioni, tra cui Gran Bretagna e Norvegia, inviarono navi militari per proteggere i propri pescherecci che operavano in alto mare.

I pescatori spagnoli si scontrarono con quelli inglesi e con i pescatori a strascico francesi in quelle che dovevano essere conosciute come le "guerre del tonno". Prima che l'Accordo delle Nazioni Unite sulle Famiglie di Pesci che Vivono a Cavallo di Zone Diverse e sui Pesci Altamente Migratori venisse portato a termine nell'Ottobre 1995, erano numerose le navi di Stati costieri che avevano aperto il fuoco contro flotte straniere.
Nell'Atlantico settentrionale, il Canada catturava e confiscava una barca spagnola con il suo equipaggio, reo di pescare nelle acque internazionali appena dentro il limite delle 200 miglia dalle coste canadesi.

Gli Stati costieri maggiormente preoccupati durante le trattative sull'impatto della pesca in alto mare per le conseguenze sul loro prodotto nazionale comprendono Argentina, Australia, Canada, Cile, Islanda e Nuova Zelanda. Sei nazioni sono invece responsabili per il 90 per cento della pesca da "acque distanti": Russia, Giappone, Spagna, Polonia, Repubblica di Corea, e Taiwan provincia della Cina. Anche gli Stati Uniti d'America hanno un ruolo importante nella pesca in alto mare, specialmente per quel che concerne la caccia al tonno, mentre negli ultimi anni la Cina è divenuta una delle nazioni più attive nel settore della pesca.

All'Earth Summit - la Conferenza ONU su Ambiente e Sviluppo, tenuta a Rio de Janeiro nel Giugno 1992 - i Governi hanno chiesto alle Nazioni Unite di trovare una maniera per preservare le razze ittiche e prevenire l'insorgere di conflitti internazionali causati dalla pesca in alto mare. La Conferenza ONU sulle Famiglie di Pesci che Vivono a Cavallo di Zone Diverse e sui Pesci Altamente Migratori tenne la sua prima riunione a ranghi completi nel Luglio 1993. Dopo sei sessioni negoziali, il 4 Dicembre 1995 venne sottoposto a ratifica un Accordo legalmente vincolante.

"Questo Accordo ci offre uno strumento per vincere la battaglia per la salvezza dei pesci nel mondo", affermò alla chiusura dei colloqui l'Ambasciatore delle Isole Fiji Satya N. Nandan, Presidente della Conferenza. "Essa conferisce agli Stati sia il diritto alla pesca che l'obbligo di gestire gli stock ittici in maniera sostenibile."

Le Donne e lo Sviluppo Sostenibile

Combattere l'innalzamento delle Temperature Mondiali: l'Assemblea sui Cambiamenti Climatici

La Convenzione delle Nazioni Unite sulla Diversità Biologica: una Risposta Costruttiva ad un Problema Globale

L'Accordo sulla Pesca in Alto Mare: un Aggiornamento

La Convenzione delle Nazioni Unite Contro la Desertificazione: una Nuova Risposta ad un Vecchio Problema

Provvedere al futuro



Per maggiori informazioni sul Vertice Mondiale +5 consultare il sito UN al seguente indirizzo:
http://www.un.org/dpcsd/dsd.htm