L'Estinzione della Specie - Il Problema
Ambientale
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L'Estinzione della Specie - Il Problema
Ambientale
"Se le persone vogliono
vivere in un mondo dove non ci siano solo piccioni, ratti, scarafaggi
e storni, non dobbiamo ignorare le esigenze della terra... Dobbiamo
proteggere le specie in pericolo prima che vengano distrutte."
Carter Roberts, Vice Presidente della Commissione
per la Protezione della Natura
La biodiversità - la
varietà di piante e specie animali presenti nell'ambiente
naturale - non è solo necessaria per la qualità
dell'esistenza umana. E' essenziale per l'umana sopravvivenza.
Beni e servizi quali cibo,
vestiario, abitazioni e medicine, derivano da diverse risorse
biologiche. I progressi compiuti nel ramo della biotecnologia
hanno a loro volta condotto a numerose nuove applicazioni mediche
ed agricole, tutte dipendenti da fonti biologicamente diverse.
Foreste, pascoli, tundre,
deserti, fiumi, laghi e mari sono le abitazioni della maggior
parte delle diverse specie biologiche della terra; tuttavia, la
varietà delle specie che vivono sulla terra è minacciata
principalmente dal deterioramento dell'ambiente. Con sempre maggiore
frequenza in tutto il mondo vengono riferiti casi di estinzioni
di massa, con una velocità che supera di gran lunga la
comparsa di nuove specie.
Secondo la Valutazione sulla
Biodiversità Globale (Global Biodiversity Assessment -
GBA) presentata nel Novembre 1995 dal Programma sull'Ambiente
delle Nazioni Unite (United Nations Environment Programme - UNEP),
tra il 1810 ed il 1995 si sono estinte 112 specie di mammiferi
ed uccelli, una cifra pari a tre volte quelle estintesi tra il
1600 ed il 1810 - 38 specie. L'estinzione di altre forme di vita
quali molluschi, piante, pesci ed insetti, può essere invece
calcolata in migliaia di specie.
I fattori che contribuiscono
alla perdita di specie comprendono la distruzione degli habitat,
l'invasione di nuovi habitat da parte di specie non originarie
del luogo, l'innalzamento della temperatura del pianeta e l'esaurimento
della fascia di ozono nell'atmosfera. In quest'ultimo caso, i
raggi ultravioletti minacciano la vita umana, animale e vegetale
sulla terra e negli oceani con il loro potere distruttivo.
Le iniziative volte a promuovere
uno sviluppo sostenibile in tutto il mondo, inclusi gli sforzi
per fermare la perdita della biodiversità, saranno l'argomento
centrale di una sessione speciale dell'Assemblea Generale delle
Nazioni Unite, quando questa si riunirà a New York dal
23 al 27 Giugno 1997. "Earth Summit +5", questo il nome
della sessione speciale, riesaminerà e valuterà
il grado di attuazione dell'Agenda 21, adottata dalla Conferenza
delle Nazioni Unite su Ambiente e Sviluppo, conosciuta come l'Earth
Summit, il Vertice sulla Terra, tenutasi a Rio de Janeiro, in
Brasile, nel 1992. L'Agenda 21 contiene strategie per prevenire
il degrado ambientale e stabilire le basi per un sistema di vita
sostenibile.
Distruzione degli Habitat
La scomparsa degli habitat
naturali, ed in special modo delle foreste tropicali, è
la ragione principale dell'estinzione delle specie. Questa è
principalmente causata dalle attività umane: deforestazione,
inquinamento dell'aria e delle acque, scarico nell'oceano di rifiuti
e scorie inquinanti, oltre agli effetti collaterali dello sviluppo
in generale - ognuno dei quali è legato, direttamente od
in qualche altra maniera, alla crescita della popolazione umana.
Secondo la GBA, dagli inizi
sino a metà degli anni '80, scomparivano ogni anno più
o meno 25 milioni di acri (10 milioni di ettari) di foreste pluviali
tropicali, appena al di sotto dell'uno per cento complessivo.
Queste foreste coprono solamente il 7 per cento della superficie
terrestre ma costituiscono l'habitat di una percentuale variabile
tra il 50 e l'80 per cento delle specie del pianeta. Per esempio,
in un'area tipo di 2.500 acri di foresta pluviale tropicale si
possono trovare circa 1.500 specie di piante da fiore, 750 differenti
specie di alberi, 400 specie di uccelli e 150 differenti farfalle.
Invasione Aliena
Quale causa dell'estinzione
delle specie, "l'invasione aliena", che può verificarsi
quando piante o animali provenienti da un determinato ecosistema
vengono introdotte in un altro è seconda solo al fenomeno
della distruzione dell'habitat. Nel nuovo ambiente, le specie
aliene spesso distruggono quelle indigene nel caso in cui siano
assenti le malattie, i predatori o le pestilenze che di solito
le tengono a freno. Nelle Hawaii, per esempio, maiali importati
(attualmente inselvatichiti) hanno decimato le specie vegetali
originarie dell'isola, ed è stato necessario introdurre
rigidi controlli riguardo l'importazione di piante ed animali
sulle isole.
Alimentazione e Biodiversità
Agricola
Le colture alimentari indigene,
naturalmente resistenti a pestilenze e cattive condizioni climatiche,
si sono estinte per due ragioni: l'indiscriminata promozione di
relativamente poche varietà di colture, e l'aumentato impiego
di fertilizzanti, pesticidi ed erbicidi.
Ridurre le varietà
genetiche di colture alimentari per ottenere raccolti maggiori
può anche essere pericoloso, dal momento che fa accrescere
la possibilità delle colture di essere soggette a malattie
e pestilenze. Secondo l'Istituto per le Risorse Mondiali, nel
1970 gli agricoltori USA hanno subito perdite per 1 miliardo di
dollari a causa di una malattia che ha decimato le piantagioni
di grano, tutte uniformemente sensibili. Altri danni derivanti
da una mancanza di diversità genetica hanno colpito nel
1972 gran parte delle piantagioni sovietiche di frumento e, nel
1984, gli agrumeti della Florida. Se invece vengono piantate una
pluralità di colture, una malattia o qualche altra affezione
può colpire le specie più vulnerabili, ma sarà
probabilmente meno distruttiva con le rimanenti.
Secondo l'Organizzazione per
l'Alimentazione e l'Agricoltura (FAO), circa il 75 per cento delle
varietà di colture si sono estinte dal 1900 ad oggi, e
più o meno 50.000 spariscono ogni anno. Oggi, la popolazione
mondiale trae il 90 per cento delle calorie che assume da 20 specie
agricole; e quattro di esse (riso, mais, frumento e patate) pesano
per ben il 50 per cento sul totale delle calorie.
Nonostante la FAO incoraggi
un incremento della produzione alimentare al fine di soddisfare
l'aumento dei bisogni globali, l'Organizzazione mette in risalto
come "una intensificazione della produzione alimentare possa
essere raggiunta grazie ad un uso sostenibile di una più
ampia estensione di materiali genetici".
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