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Vertice di Johannesburg 2002 Vertice Mondiale sullo Sviluppo Sostenibile Johannesburg, Sud Africa, 26 Agosto 4 Settembre
Fatti su La Povertà
e gli Il problema Attualmente ci sono 1,2 miliardi di persone che vivono con meno di un dollaro al giorno, mentre circa metà della popolazione mondiale sopravvive con meno di due dollari al giorno. Avendo poche possibilità di scelta o opportunità, essi sono condannati a vivere delle vite soggette a fame, malattia, analfabetismo, disoccupazione e mancanza di speranza. Molto frequentemente, essi non dispongono di cibo, acqua potabile, servizi sanitari di base, istruzione, assistenza sanitaria e moderni servizi energetici. In occasione del Vertice del Millennio, tenutosi nel settembre 2000, 147 capi di Stato e di Governo e complessivamente 191 Paesi hanno adottato la Dichiarazione del Millennio, che stabilisce degli obiettivi specifici per lo sviluppo e per leliminazione della povertà. A tale scopo, entro il 2015, essi si sono impegnati a:
Dati statistici fondamentali Anche se un numero significativo di persone vive in povertà nei Paesi industrializzati, la maggioranza di persone che versano in condizioni di povertà estrema risiedono nei Paesi in via di sviluppo. Dei 4,6 miliardi di abitanti nei Paesi in via di sviluppo:
Che cosa è necessario fare Il progresso è possibile. Sono stati infatti ottenuti dei successi nel portare laspettativa di vita media mondiale da 60 a 70 anni; il tasso di mortalità infantile è stato dimezzato, passando da 100 a 50 per mille nati vivi; il numero dei denutriti è diminuito, passando da circa 900 milioni a pressappoco 800 milioni; ed il tasso di alfabetizzazione negli adulti è in crescita, da un livello di poco superiore al 60 per cento a quasi l80 per cento. Nel corso degli ultimi 30 anni, nei Paesi in via di sviluppo, la percentuale delle famiglie rurali con accesso allacqua sicura ha registrato un incremento superiore a cinque volte e, sempre nei Paesi in via di sviluppo, il tasso di diffusione dei contraccettivi ha raggiunto quasi il 50 per cento. Mediante il commercio e gli investimenti, oltre che le riforme effettuate in altri settori quali la finanza, la capacità di governo, le infrastrutture e i sistemi giuridici, nel corso degli anni 90 i Paesi che si sono integrati con successo nelleconomia mondiale hanno visto il proprio reddito pro capite aumentare fino al cinque per cento annuo. La crescita in Paesi come la Cina, lIndia, lUganda e il Vietnam ha portato a una diminuzione complessiva nel tasso di povertà. Negli anni 90, per esempio, in Cina il numero delle persone che vivevano in condizioni di povertà estrema si è ridotto da 360 a 210 milioni. In Uganda, la povertà è diminuita del 40 per cento, mentre in Vietnam si è dimezzata. Numerosi Paesi in via di sviluppo hanno già raggiunto il traguardo dellistruzione elementare universale sia per i bambini che per le bambine, oppure sono in procinto di riuscirci. Più del 60 per cento della popolazione mondiale vive in 43 Paesi che hanno raggiunto, o sono sul punto di raggiungere, lobiettivo di dimezzare la percentuale di persone che soffrono la fame. Nonostante questi progressi, su scala globale la povertà persiste. Il Segretario Generale delle Nazioni Unite, Kofi Annan, ha sollecitato i Paesi donatori a raddoppiare gli attuali livelli di assistenza, portandoli a 100 miliardi di dollari allanno, allo scopo di raggiungere gli Obiettivi di Sviluppo del Millennio. La Banca Mondiale, in un rapporto diffuso nel gennaio 2002, è giunta a simili risultati, stimando che per raggiungere gli Obiettivi sarebbero necessari aiuti addizionali pari a 40-60 miliardi di dollari allanno. Il Presidente della Banca Mondiale, James Wolfensohn, ha affermato che per i Paesi industrializzati si tratterebbe sommariamente di raddoppiare gli attuali flussi di assistenza, portandoli approssimativamente allo 0,5 per cento del prodotto nazionale lordo (PNL) tuttora ben al di sotto dellobiettivo dello 0,7 per cento concordato anni fa dai leader mondiali. In risposta a questa richiesta delle Nazioni Unite e ad altre, in occasione della Conferenza Internazionale sui Finanziamenti per lo Sviluppo tenutasi a Monterrey, in Messico, nel marzo 2002, i leader mondiali si sono impegnati a corrispondere ulteriori 12 miliardi di dollari allanno in aiuti entro il 2006. Anche se gli impegni complessivi non raggiungono i livelli necessari, essi hanno comunque invertito la tendenza alla diminuzione degli aiuti ed i Paesi donatori potrebbero essere motivati ad offrire di più nel caso in cui le loro richieste per quanto riguarda responsabilità e risultati siano soddisfatte. Come generare fondi addizionali ed in che modo orientare meglio gli aiuti, allo scopo di raggiungere uno sviluppo sostenibile, sono le sfide fondamentali che dovranno essere affrontate dal Vertice di Johannesburg.
Pubblicato dal Dipartimento per la
Pubblica Informazione delle Nazioni Unite, maggio 2002
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