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Il Direttore Esecutivo dell’UNODC rivela: in Afghanistan 30,000 ettari di coltivazioni di cannabis

Il paese è oggi il secondo produttore mondiale dopo il Marocco


VIENNA, 25 novembre (Sevizio d’Informazione delle Nazioni Unite). Antonio Maria Costa, Direttore Esecutivo dell’Ufficio dell’ONU contro la Droga e il Crimine  (UNODC), ha presentato le recenti conclusioni dell'indagine sulla produzione di oppio in Afghanistan, rendendo noti nuovi dettagli sul consumo di droga nel paese durante una conferenza stampa, che si è tenuta al Palazzo di Vetro a New York. 

“Abbiamo ricevuto sorprendenti rapporti sulla coltivazione di cannabis in Afghanistan”, ha comunicato il Direttore Esecutivo, “nel 2005 i coltivatori hanno dedicato 30.000 ettari alla coltivazione della cannabis - un terzo dell'area coltivata a cannabis in Marocco, che è il primo paese produttore a livello mondiale", ha aggiunto Costa.

Il Rapporto 2005 sulla produzione d’oppio in Afghanistan documenta un decremento del 21% della coltivazione, ma l'andamento nelle varie province è discontinuo. Se Nangarhar ha registrato uno sbalorditivo declino del 96%, nelle province di Farah and Balkh, la coltivazione è aumentata di quasi il 300%. A livello regionale si assiste a un vistoso decremento nell'Afghanistan orientale, dove le forze della coalizione hanno alzato i livelli di sicurezza, e un aumento delle coltivazioni a nord, sud e occidente, dove i terroristi e i ribelli, attraversando i confini tra Afghanistan e Pakistan, Iran e Uzbekistan si fanno pagare i pedaggi dai trafficanti che portano la droga fuori dal paese verso l'Europa e la Russia.

L'Afghanistan, primo paese fornitore di droga a livello mondiale, produce l'87% dell'oppio in circolazione, rendendo il paese il primo fornitore di droga. Ma mentre una famiglia di coltivatori d’oppio ricava annualmente un introito lordo di soli 1.800 dollari, per un totale di 560 milioni di dollari a livello nazionale, ai trafficanti quest'anno vanno più di 2,14 miliardi di dollari.

La disparità nella distribuzione dei proventi e il fatto che i capitali prodotti dalla droga vengano dirottati fuori dei confini dell’Afghanistan, convalidano l'affermazione del Presidente Hamid Karzai, che ha recentemente incontrato Costa a Vienna. "L'oppio causa una percezione negativa del popolo afgano e criminalizza la nostra cultura, mentre foraggia i conti bancari stranieri", ha detto Karzai.

Costa ha espresso grande preoccupazione per un possibile incremento della coltivazione di oppio nella stagione 2005/2006, innescato dal fatto che i contadini si sentano meno sostenuti dagli aiuti allo sviluppo e che, come denunciano i nuovi rapporti, abbiano meno timore di coltivare oppio, mentre in alcune province i livelli di sicurezza si stanno abbassando. A ciò si aggiunge che i trafficanti distribuiscono droga gratuitamente nei villaggi. Si stima che il 3,8% degli afgani - quasi un milione di persone - faccia abuso di droga.  Più dell'1% assume oppio ed eroina, mentre ai bambini vengono somministrati derivati dell'oppio per alleviare il dolore e la fame.

In Afghanistan, mentre è in corso la stagione della semina, vi è forte preoccupazione sullo stato della sicurezza e sulla corruzione, che indeboliscono il paese. Oggi l’Afghanistan conquista anche il triste primato di secondo produttore di cannabis a livello mondiale.

 


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ultimo aggiornamento Mercoledi, 18 Marzo 2009
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