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13 OTTOBRE 2016 – LA DIRETTRICE UNICRI CINDY J. SMITH AI WEFREE DAYS DI SAN PATRIGNANO

Il Premio WeFree 2016 ad Abraham Tekya, break-dancer ugandese dalle idee innovative in ambito sociale

San Patrignano, Italia. Il 12 ottobre, la Direttrice dell’UNICRI Cindy J. Smith ha consegnato il Premio WeFree 2016 di San Patrignano al break-dancer ugandese e visionario sociale Tekya Abraham (noto come Abramz). Il Premio WeFree riconosce l’impegno personale e professionale di chi si distingue nel campo della tutela dei diritti dei giovani. I WeFree Days sono organizzati ogni anno dalla comunità di recupero di San Patrignano, che negli ultimi trentacinque anni ha accolto giovani con problemi legati alla tossicodipendenza. L’evento WeFree riflette l’esperienza quotidiana della comunità e mira a diffondere consapevolazza riguardo ai rischi connessi all’uso di droghe, coinvolgendo i più giovani e tutti coloro che si interessano alle problematiche della tossicodipendenza.

“WeFree significa fare una scelta, la scelta giusta per te. Vuol dire pensare a sé, anche quando ciò comporta andare controcorrente”. Tutte le attività del progetto WeFree sono legate al tema centrale: “Dipende da noi: ovvero, dobbiamo comprendere tutte le conseguenze delle nostre azioni e assumercene la responsabilità, perché il cambiamento è possibile a partire dal comportamento di ogni giorno”.

Ad aprire i lavori è stato Ahmad Alhendawi, Inviato speciale per la Gioventù del Segretario Generale delle Nazioni Unite. “Il problema del consumo di droga tra i giovani è reale e il modo in cui San Patrignano lo sta affrontando dimostra che quando ai giovani è concessa una possibilità, diventa per loro possibile emanciparsi e dare un contributo alle loro comunità”, ha detto Alhendawi.

Più di 2500 studenti delle scuole superiori di tutta Italia hanno incontrato figure istituzionali e personaggi dello sport e dello spettacolo per discutere e ricercare soluzioni innovative in materia di droga. Nel suo discorso di benvenuto, Cindy J. Smith ha affrontato il tema della droga e della violenza, sottolineando che le sostanze stupefacenti alimentano la criminalità organizzata. Per più di cinquant’anni, l’UNICRI ha condotto ricerche sulla dipendenza, il trattamento e la riabilitazione da uso di droghe. Attualmente, l’Istituto promuove un approccio di genere nella prevenzione, trattamento e riabilitazione dall’uso di sostanze stupefacenti e relativi disturbi. Il programma si basa sulla valutazione del livello di consapevolezza e delle capacità dei professionisti del settore, al fine di individuare lacune strutturali e di conoscenza, da affrontare attraverso una formazione specifica.

Abraham Tekya, il vincitore del Premio WeFree, aveva sette anni quando perse entrambi i genitori a causa dell’Aids. Mancando spesso a scuola e vivendo sulla strada, trovò finalmente un modo di esprimere se stesso attraverso l’hip-hop e la break-dance. All’età di diciassette anni, Abraham e suo fratello Sylvester erano già famosi in Uganda. Convinto dell’idea che la break-dance, il beat-boxing e il rap potessero essere utilizzati come strumenti per promuovere un cambiamento sociale positivo ed emancipare i giovani svantaggiati a Kampala e in altre zone dell’Uganda, Abraham fondò nel 2006 il Progetto Break-dance Uganda (BPU). L’iniziativa si basa sulla convinzione che tutti possano imparare e avere un ruolo positivo per gli altri. Il progetto BPU è nato a Kampala, ma è ora diffuso in altre aree. Il sogno di Abramz continua: “Questo è un luogo in cui le persone possono ritrovare il loro orgoglio e apprendere ciò che non avrebbero mai appreso altrove. BPU non è solo danza: qui si insegnano una vasta gamma di attività professionali che un giorno potrebbero rappresentare un mezzo di liberazione dalla povertà. Per questo motivo, abbiamo ideato corsi d’arte, design e musica. Materie che diventano molto importanti per i bambini, perché spesso costituiscono una prima forma di espressione di sé. A queste attività partecipano gratuitamente bambini provenienti da tutta l’Uganda che spesso devono attraversare decine di miglia”.